INFORMATIVA TECNICA
REGIONE LOMBARDIA – PROGETTI INTEGRATI DELLA CULTURA
L.R. n. 25/2016 – Valorizzazione del patrimonio culturale regionale
Contributo a fondo perduto per interventi di recupero, restauro, valorizzazione, accessibilità e fruizione pubblica del patrimonio culturale lombardo
Premessa e inquadramento generale
Il bando “Progetti integrati della cultura”, promosso da Regione Lombardia nell’ambito della L.R. n. 25/2016, è una misura finalizzata a sostenere interventi integrati di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico lombardo, con l’obiettivo di ampliare e diversificare l’offerta culturale, rafforzare la fruizione pubblica dei beni, migliorare l’accessibilità e promuovere modelli di gestione sostenibili nel medio-lungo periodo.
La misura è pubblicata sulla piattaforma ufficiale Bandi e Servizi di Regione Lombardia con codice RLL12026052583. Il bando risulta aperto, pubblicato il 16 aprile 2026, con apertura delle domande dalle ore 10:00 del 4 maggio 2026 e scadenza fissata alle ore 16:00 del 24 giugno 2026.
La finalità dell’intervento è finanziare progetti culturali integrati in grado di valorizzare il patrimonio pubblico e favorire lo sviluppo locale. Le iniziative devono migliorare l’accessibilità e la fruizione di immobili pubblici, attivando o potenziando funzioni culturali e artistiche, anche attraverso interventi di recupero e restauro di beni culturali.
Il bando sostiene investimenti destinati ad ampliare e diversificare l’offerta culturale e a sostenere il sistema culturale lombardo, con particolare attenzione al recupero e restauro di beni culturali e immobili destinati ad attività culturali di proprietà pubblica, alla collaborazione intersettoriale, all’attrazione di investimenti pubblici e privati, all’accessibilità e all’avvio o potenziamento di servizi culturali innovativi e sostenibili.
Dal punto di vista consulenziale, il bando non deve essere letto come un semplice contributo per lavori edili su immobili pubblici. L’elemento centrale è la costruzione di un progetto integrato di valorizzazione culturale, nel quale l’intervento materiale sul bene sia collegato a una strategia di fruizione, gestione, accessibilità, sostenibilità economica e impatto territoriale.
Finalità della misura
Il bando persegue una pluralità di obiettivi tra loro collegati.
In primo luogo, intende sostenere il recupero, il restauro e la valorizzazione di beni culturali e immobili destinati ad attività culturali di proprietà pubblica, in coerenza con i principi della conservazione programmata e con il fine di ampliarne la pubblica fruizione.
In secondo luogo, mira a promuovere processi di collaborazione intersettoriali e interdisciplinari, con particolare riferimento agli ambiti dello sviluppo economico, della sostenibilità, dell’attrattività e del welfare.
Un ulteriore obiettivo è attivare strategie di attrazione di investimenti pubblici e privati, anche attraverso soluzioni di partenariato pubblico-privato, così da migliorare qualità e consistenza dell’investimento, valorizzazione, fruizione pubblica e gestione sostenibile e innovativa del patrimonio culturale.
La misura intende inoltre incentivare la diffusione di presidi e offerte culturali sui territori, anche in aree marginali e periferiche, coinvolgendo pubblici differenziati.
Particolare rilievo è attribuito al diritto di accesso alla cultura, inteso in senso ampio e multidimensionale: mobilità, orientamento, raggiungibilità, usabilità, comunicazione, informazione, comprensibilità, facilità d’uso, autonomia, sicurezza e piacevolezza.
Infine, il bando promuove l’avvio o il potenziamento di servizi e attività a base culturale, rispondenti ai bisogni del territorio, innovativi e sostenibili, nell’ambito di un Piano di valorizzazione.
Soggetti beneficiari
Possono partecipare al bando gli enti pubblici del territorio lombardo, anche in partenariato con altri soggetti coinvolti nel progetto integrato della cultura.
Possono beneficiare del finanziamento gli enti e le amministrazioni pubbliche indicate nell’elenco ISTAT, proprietarie di immobili appartenenti al patrimonio culturale, localizzati sul territorio lombardo.
Possono inoltre beneficiare del finanziamento enti locali e amministrazioni pubbliche che intendano utilizzare le risorse per l’acquisto e/o il recupero, ai fini di una valorizzazione culturale, di immobili, inclusi beni confiscati.
Ne consegue che il beneficiario diretto del contributo è il soggetto pubblico. Tuttavia, il bando valorizza la possibilità di attivare partenariati, collaborazioni e forme di coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, specie se funzionali alla qualità del progetto culturale, alla gestione sostenibile del bene, all’attrazione di risorse e alla generazione di impatti territoriali.
Dal punto di vista operativo, il soggetto capofila richiedente deve essere l’ente pubblico che presenta la domanda tramite la piattaforma regionale.
Area territoriale
Il bando opera esclusivamente sul territorio della Regione Lombardia.
I beni oggetto delle proposte progettuali devono essere localizzati in Lombardia.
Il requisito territoriale riguarda quindi sia il soggetto pubblico beneficiario, che deve essere riferibile al territorio lombardo, sia l’immobile o bene culturale oggetto dell’intervento, che deve essere localizzato nel territorio regionale.
Dotazione finanziaria
Le risorse finanziarie regionali disponibili ammontano complessivamente a 18.000.000 euro, a valere sul bilancio regionale 2026-2027-2028-2029.
La ripartizione indicata è la seguente:
1) 7.200.000 euro sull’annualità 2026;
2) 3.600.000 euro sull’annualità 2027;
3) 3.600.000 euro sull’annualità 2028;
4) 3.600.000 euro sull’annualità 2029.
Forma e intensità dell’agevolazione
L’agevolazione regionale consiste in una sovvenzione a fondo perduto.
Per quanto riguarda la componente di finanziamento regionale, il contributo è concesso a fondo perduto e a destinazione vincolata al finanziamento di spese di investimento, nel limite massimo del 50% del costo totale.
Il contributo regionale deve avere un importo minimo pari a 500.000 euro e un importo massimo pari a 1.000.000 euro.
Tradotto in termini operativi, l’intervento deve avere una dimensione economica significativa. Poiché il contributo regionale copre fino al 50% del costo totale e deve essere almeno pari a 500.000 euro, il costo complessivo minimo del progetto, in presenza dell’intensità massima, si colloca indicativamente almeno intorno a 1.000.000 euro. Analogamente, un contributo massimo di 1.000.000 euro corrisponde, sempre in caso di copertura al 50%, a un costo progettuale complessivo di almeno 2.000.000 euro. Si tratta di una valutazione matematica preliminare, ferma restando la verifica puntuale delle regole di ammissibilità e della struttura finanziaria del progetto.
Regime di aiuto
La pagina ufficiale regionale indica che sarà valutato caso per caso se i progetti presentati rilevino ai sensi della normativa europea sugli aiuti di Stato.
Questo significa che il bando non viene qualificato in modo automatico e uniforme come regime di aiuto per tutti i progetti, ma richiede una valutazione della concreta configurazione dell’intervento, della natura delle attività finanziate, del soggetto beneficiario, dell’eventuale rilevanza economica dell’attività e delle modalità di gestione e fruizione del bene culturale.
Tipologie di interventi ammissibili
Il bando finanzia interventi materiali e immateriali finalizzati alla valorizzazione del patrimonio culturale pubblico.
Sono ammissibili interventi di acquisto, restauro, recupero e valorizzazione di beni culturali e di immobili pubblici destinati a funzioni culturali. Tali interventi possono essere coniugati, ove opportuno, con opere di miglioramento sismico, efficientamento energetico e miglioramento dell’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva.
È ammissibile l’acquisto di immobili o porzioni di immobili destinati, o da destinare, a ospitare istituti, funzioni e attività culturali, a condizione che sia prevista contestualmente la realizzazione dell’istituto o delle funzioni culturali alle quali l’immobile acquistato è destinato.
Sono ammissibili interventi di recupero e valorizzazione di beni come luoghi di aggregazione e promozione culturale e artistica, nonché spazi di welfare culturale, capaci di coinvolgere attivamente la cittadinanza anche attraverso l’inserimento di persone in condizione di fragilità.
Sono inoltre ammissibili interventi di riqualificazione e adattamento al cambiamento climatico delle aree pertinenziali degli immobili pubblici oggetto di intervento.
Infine, è ammissibile l’acquisto di attrezzature, arredi e allestimenti permanenti volti a migliorare l’accessibilità e la fruizione da parte del pubblico dei beni oggetto dell’intervento di valorizzazione.
Spese ammissibili
Sono considerate ammissibili le seguenti voci di spesa.
La prima categoria riguarda il costo dei lavori per opere di restauro, opere edili e impiantistiche, comprensivi degli oneri per la sicurezza e degli imprevisti, purché strettamente funzionali all’intervento e indispensabili per la sua completezza e qualità.
La seconda categoria riguarda le spese tecniche e di progettazione, comprese direzione lavori, coordinamento della sicurezza, collaudo, indagini diagnostiche, redazione del consuntivo scientifico, piano di conservazione programmata e tutti gli oneri connessi all’attuazione degli interventi. Tali spese sono ammissibili nel limite del 10% del costo dei lavori da realizzare.
La terza categoria riguarda le spese per attrezzature, arredi, strumenti e materiali, purché strettamente funzionali alla realizzazione della strategia di valorizzazione culturale.
La quarta categoria riguarda le spese per l’acquisto di beni culturali o immobili destinati, o da destinare, a luoghi e funzioni culturali, nonché le spese per l’acquisto delle aree sulle quali dovranno essere realizzati gli interventi, a condizione che la realizzazione faccia parte del progetto o del lotto funzionale ammesso a contributo.
La quinta categoria riguarda le spese per digitalizzazione e tecnologie finalizzate a migliorare la fruizione del patrimonio culturale.
Il quadro delle spese ammissibili evidenzia che il bando finanzia sia la componente infrastrutturale e conservativa sia la componente funzionale e di fruizione. Un progetto solido dovrebbe quindi collegare gli investimenti materiali alla concreta attivazione di servizi, funzioni culturali e modalità innovative di accesso e utilizzo del bene.
Tempistiche di realizzazione
Il bando prevede termini di realizzazione particolarmente ampi, coerenti con la natura strutturale degli interventi finanziabili.
L’intervento dovrà essere avviato entro il 29 ottobre 2027 e concluso e rendicontato entro il 31 ottobre 2029.
Queste tempistiche consentono la realizzazione di progetti complessi, che possono includere opere di recupero, restauro, rifunzionalizzazione, acquisto, allestimento, digitalizzazione, accessibilità e attivazione di servizi culturali.
Tuttavia, la durata estesa non deve portare a sottovalutare la fase preliminare. Progetti di questo tipo richiedono normalmente una progettazione tecnica matura, una corretta definizione del quadro economico, una valutazione dei titoli sull’immobile, autorizzazioni, pareri, eventuali vincoli culturali, cronoprogramma realistico e piano gestionale sostenibile.
Modalità di presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata dal soggetto capofila richiedente dalle ore 10:00 del 4 maggio 2026 alle ore 16:00 del 24 giugno 2026, obbligatoriamente in forma telematica tramite la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia.
La procedura non è a sportello, ma valutativa a graduatoria.
Di conseguenza, la qualità progettuale, la coerenza con gli obiettivi del bando, la capacità di valorizzazione, l’integrazione territoriale, la sostenibilità gestionale e la solidità degli elementi tecnico-economici assumono un peso decisivo.
Procedura di selezione
La procedura di selezione è una procedura valutativa a graduatoria.
Ciò significa che le domande ammissibili vengono valutate secondo criteri qualitativi e quantitativi previsti dal bando e successivamente collocate in graduatoria. Non è quindi sufficiente presentare una domanda formalmente completa: occorre costruire un progetto competitivo, capace di dimostrare valore culturale, impatto territoriale, sostenibilità, accessibilità e capacità di attivare collaborazioni e investimenti.
Dal punto di vista consulenziale, la domanda dovrebbe evidenziare con chiarezza:
- la rilevanza culturale del bene;
- la qualità e necessità dell’intervento di recupero, restauro o rifunzionalizzazione;
- il miglioramento della fruizione pubblica;
- l’incremento dell’accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva;
- la capacità di attivare servizi culturali sostenibili;
- l’impatto sul territorio;
- il coinvolgimento di partner pubblici e privati;
- la sostenibilità gestionale nel medio-lungo periodo;
- l’eventuale connessione con welfare culturale, rigenerazione, attrattività e sviluppo locale.
Piano di valorizzazione e partenariati
Un elemento qualificante della misura è il riferimento al Piano di valorizzazione.
Il bando promuove l’avvio o il potenziamento di servizi e attività a base culturale, rispondenti ai bisogni del territorio, innovativi e sostenibili, nell’ambito di un Piano di valorizzazione.
La pagina ufficiale regionale chiarisce inoltre che i Progetti integrati della cultura si inseriscono nel quadro di un accordo di collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, la quale sosterrà un servizio di accompagnamento alla definizione del Piano di valorizzazione e potrà cofinanziarne la realizzazione e attuazione.
Il Piano di valorizzazione non deve essere considerato un allegato accessorio, ma una componente strategica della candidatura. Esso deve spiegare come il bene recuperato o acquistato sarà effettivamente utilizzato, da chi sarà gestito, quali servizi culturali verranno attivati, quali pubblici saranno coinvolti, quale modello economico-gestionale sarà adottato e quali impatti si attendono sul territorio.
Il bando incoraggia inoltre il ricorso a collaborazioni interdisciplinari e a partenariati pubblico-privati. Tali partenariati possono rafforzare la proposta se sono coerenti, qualificati e capaci di contribuire alla sostenibilità del progetto, alla gestione futura del bene o alla qualità dell’offerta culturale.
Accessibilità, sostenibilità e welfare culturale
Il bando attribuisce particolare rilievo al tema dell’accessibilità.
L’accesso alla cultura viene interpretato in chiave ampia e multidimensionale: non riguarda solo l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche mobilità, orientamento, raggiungibilità, usabilità, comunicazione, informazione, comprensibilità, facilità d’uso, autonomia, sicurezza e piacevolezza.
Questo significa che un progetto competitivo dovrebbe prevedere interventi e servizi pensati per pubblici differenziati, incluse persone con disabilità, anziani, famiglie, giovani, visitatori con bisogni specifici, cittadini fragili e comunità locali.
La misura valorizza inoltre la dimensione del welfare culturale, ammettendo interventi di recupero e valorizzazione di beni come luoghi di aggregazione e promozione culturale e artistica, capaci di coinvolgere attivamente la cittadinanza anche attraverso l’inserimento di persone in condizione di fragilità.
Anche la sostenibilità ambientale assume rilievo, poiché gli interventi di restauro e recupero possono essere coniugati con miglioramento sismico, efficientamento energetico, adattamento al cambiamento climatico delle aree pertinenziali e soluzioni innovative di gestione.