INFORMATIVA TECNICA – REGIONE LOMBARDIA

Bando per il recupero e la valorizzazione dei mulini storici – Triennio 2026–2028 – Legge Regionale 4 maggio 2026, n. 9 – Contributi a fondo perduto per interventi di recupero, manutenzione, accessibilità, allestimento e digitalizzazione dei mulini storici lombardi

Finalità della misura

Regione Lombardia ha approvato i criteri per l’attivazione di una nuova misura sperimentale destinata al recupero e alla valorizzazione dei mulini storici presenti sul territorio regionale. Il Bando dà attuazione alla Legge Regionale 4 maggio 2026, n. 9, che riconosce i mulini storici come elementi qualificanti del paesaggio lombardo e come testimonianze di interesse storico, culturale, ambientale, scientifico, sociale ed economico. La normativa regionale considera tali manufatti strumenti di:

La misura intende sostenere concretamente la conservazione delle strutture, la fruizione pubblica dei beni, l’accessibilità degli spazi e la valorizzazione del patrimonio documentale e culturale collegato ai mulini. 

Definizione di mulino storico

Ai fini della misura, sono considerati mulini storici gli impianti:

Il requisito storico e la corrispondenza alla definizione prevista dalla Legge Regionale n. 9/2026 dovranno essere adeguatamente documentati nella domanda. 

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda i soggetti che risultino proprietari, titolari o gestori di un mulino storico ammissibile. Rientrano tra i potenziali beneficiari:

Le persone fisiche sono quindi espressamente comprese tra i soggetti che possono accedere alla misura, purché dispongano legittimamente del mulino storico e non operino nell’ambito di un’attività imprenditoriale esclusa. Le imprese non sono ammesse al contributo. Ogni soggetto richiedente potrà presentare una sola domanda di partecipazione.

Disponibilità del bene e autorizzazioni

Il richiedente deve dimostrare di avere la disponibilità del mulino interessato dall’intervento attraverso:

Per gli interventi che richiedono autorizzazioni, nulla osta o altri titoli amministrativi, la proposta è ammissibile soltanto qualora tali provvedimenti siano già stati acquisiti. Questo aspetto assume particolare rilievo per i mulini sottoposti a tutela culturale, paesaggistica, ambientale o idraulica, nonché per gli interventi che comportino opere edilizie o modifiche delle strutture esistenti.

Interventi finanziabili

Sono ammissibili interventi diretti al recupero materiale del bene, al miglioramento della sua accessibilità e alla valorizzazione culturale e documentale.

Possono essere finanziati interventi di recupero e manutenzione riguardanti:

Gli interventi devono rispettare la natura storica, architettonica e tecnica del mulino e devono essere coerenti con gli eventuali vincoli presenti.

Sono ammissibili allestimenti e arredi permanenti finalizzati a:

Gli allestimenti devono essere stabilmente collegati al progetto e non avere carattere meramente temporaneo.

Sono finanziabili l’acquisto e l’installazione di strumenti e tecnologie destinati a facilitare l’accesso e la fruizione del mulino.

Possono rientrare, a titolo esemplificativo:

È ammesso l’acquisto di strumentazione direttamente funzionale alla valorizzazione culturale del bene, come:

Sono ammissibili hardware e software destinati a potenziare la fruizione di:

Le dotazioni informatiche devono essere strettamente collegate al progetto di valorizzazione e non possono costituire acquisti generici privi di una specifica funzione culturale.

Sono finanziabili attività di digitalizzazione dei beni collegati al mulino, con particolare attenzione a:

La digitalizzazione deve contribuire alla conservazione, conoscenza e fruizione pubblica del patrimonio.

Dimensione minima del progetto

Il progetto deve prevedere un costo complessivo non inferiore a: euro 10.000,00. Pertanto, non saranno ammissibili proposte con un valore complessivo inferiore alla soglia minima prevista. Considerato che il contributo regionale può coprire al massimo il 50% delle spese, per un progetto minimo di euro 10.000,00 il contributo teorico massimo sarà pari a euro 5.000,00.

Spese ammissibili

Le categorie analitiche delle spese saranno specificate nell’Avviso attuativo. In base ai criteri già approvati, le spese dovranno comunque:

L’IVA potrà quindi costituire costo ammissibile soltanto qualora sia effettivamente e definitivamente sostenuta dal beneficiario e non recuperabile secondo la normativa fiscale applicabile.

Periodo di ammissibilità e conclusione dei progetti

Per la prima annualità, sono ammissibili le spese sostenute dal: 1° gennaio 2026 al 18 dicembre 2026. I progetti devono essere realizzati nel corso del 2026 e devono concludersi entro il: 31 dicembre 2026. La rendicontazione finale dovrà essere trasmessa entro la medesima data del 31 dicembre 2026. La presenza di una scadenza ravvicinata richiede che gli interventi siano già sufficientemente definiti e, quando necessario, dotati delle relative autorizzazioni.

Dotazione finanziaria

La dotazione complessivamente prevista per il triennio 2026–2028 è pari a: euro 300.000,00.

Le risorse sono ripartite in:

Per ciascuna annualità, le risorse risultano allocate indicativamente come segue:

A seguito dell’istruttoria potranno essere effettuate compensazioni tra i capitoli, in relazione alla natura giuridica dei beneficiari e alle domande effettivamente ammissibili.

Forma ed entità del contributo

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto.

Il contributo può coprire fino al: 50% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il contributo massimo concedibile è pari a: euro 25.000,00 per progetto. Il beneficiario deve garantire un cofinanziamento non inferiore al 50% del costo complessivo, attraverso risorse proprie o finanziamenti esterni. Per ottenere il contributo massimo di euro 25.000,00 sarà pertanto necessario presentare un progetto con spese ammissibili pari ad almeno euro 50.000,00.

Procedura di assegnazione

La misura sarà attuata mediante una procedura a sportello. Le domande saranno esaminate secondo il rigoroso ordine cronologico di presentazione e finanziate fino a esaurimento delle risorse disponibili. L’istruttoria comprenderà:

Non è prevista, nei criteri approvati, una graduatoria competitiva basata su punteggi: la tempestività della presentazione sarà quindi determinante. Le domande trasmesse dopo l’esaurimento delle risorse non saranno istruite. Il procedimento di valutazione e concessione dovrebbe concludersi entro 60 giorni dal termine previsto per la presentazione.

Modalità di presentazione

Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi.