INFORMATIVA TECNICA REGIONE PIEMONTE
Bando “Piemonte e Africa sub-sahariana” – Anno 2026 – Contributi a fondo perduto per iniziative di cooperazione decentrata promosse dalle Autorità Locali piemontesi
Finalità della misura
La Regione Piemonte ha attivato il Bando “Piemonte e Africa sub-sahariana – Anno 2026”, in attuazione della Legge Regionale n. 67/1995 e del Piano annuale 2026 per la cooperazione e la solidarietà internazionale. La misura sostiene iniziative di cooperazione decentrata promosse dalle Autorità Locali piemontesi nell’ambito di partenariati territoriali già consolidati con comunità dell’Africa sub-sahariana. L’obiettivo è favorire la prosecuzione di rapporti di collaborazione già avviati, sostenendo programmi capaci di:
- promuovere lo sviluppo locale sostenibile;
- migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali;
- contrastare povertà, disuguaglianze e insicurezza alimentare;
- rafforzare le relazioni istituzionali e sociali tra i territori partner;
- migliorare la conoscenza reciproca delle comunità coinvolte;
- promuovere il confronto sugli obiettivi dell’Agenda 2030;
- valorizzare il ruolo dei giovani, delle donne e delle organizzazioni della diaspora.
La procedura è stata impostata in forma semplificata e partecipata, attraverso una prima manifestazione di interesse, una fase di concertazione con gli uffici regionali e la successiva presentazione della proposta definitiva.
Dotazione finanziaria
Le risorse complessivamente disponibili ammontano a: € 390.000,00 di cui:
- € 265.000,00 a carico della Regione Piemonte;
- € 125.000,00 quale cofinanziamento della Fondazione Compagnia di San Paolo.
La dotazione potrà essere incrementata in caso di ulteriori disponibilità regionali o di cofinanziamenti da parte di soggetti terzi.
Soggetti beneficiari
Possono presentare domanda esclusivamente le seguenti Autorità Locali piemontesi:
- Province;
- Città Metropolitana di Torino;
- Comuni;
- Unioni montane.
Ogni ente può candidarsi con una sola proposta in qualità di capofila. Le associazioni, gli enti del Terzo Settore, le organizzazioni della società civile e le imprese non possono presentare direttamente la domanda di contributo, ma possono partecipare al partenariato con ruoli tecnici, organizzativi o operativi.
Requisiti del soggetto proponente
L’Autorità Locale proponente deve intendere proseguire un partenariato territoriale già consolidato con la medesima Autorità Locale africana. In particolare, il partenariato deve essere stato già sostenuto, a partire dal 2021:
- mediante uno dei Bandi regionali “Piemonte e Africa sub-sahariana”; oppure
- nell’ambito di progetti finanziati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS, con Regione Piemonte in qualità di capofila.
Non possono partecipare gli enti che abbiano già ricevuto un contributo nell’ambito del Bando “Piemonte e Africa sub-sahariana – Anno 2025”. Sono inoltre escluse le proposte riguardanti partenariati territoriali già coinvolti nel progetto AICS ESPRIT – AID n. 013244/03/3.
Partner tecnico piemontese obbligatorio
Il progetto deve prevedere obbligatoriamente il coinvolgimento di un partner tecnico piemontese che:
- abbia sede legale e/o operativa in Piemonte;
- svolga attività nel territorio regionale;
- possieda almeno tre anni di esperienza nella cooperazione internazionale allo sviluppo;
- abbia maturato esperienza nel Paese nel quale sarà realizzato il progetto.
Il partner tecnico deve appartenere a una delle seguenti categorie:
- ANCI Piemonte;
- Coordinamento Comuni per la Pace;
- associazioni senza fine di lucro iscritte al RUNTS;
- enti del Terzo Settore iscritti nell’anagrafe delle ONLUS, secondo il regime transitorio applicabile;
- organizzazioni iscritte nell’elenco dei soggetti senza finalità di lucro previsto dalla normativa nazionale sulla cooperazione internazionale.
La presenza di tale soggetto è un requisito obbligatorio e deve essere adeguatamente descritta nella manifestazione di interesse, indicando competenze, esperienza e ruolo operativo nel progetto.
Paesi di intervento
Le iniziative possono essere realizzate, compatibilmente con le condizioni di sicurezza e stabilità locale, nei seguenti Paesi:
- Benin;
- Capo Verde;
- Costa d’Avorio;
- Guinea Conakry;
- Senegal.
Il progetto deve essere riferito al territorio dell’Autorità Locale africana con la quale il soggetto piemontese ha già sviluppato il partenariato da consolidare.
Durata dei progetti
Le iniziative possono avere una durata massima di:
- 24 mesi dalla data di avvio del progetto.
La data di inizio deve essere comunicata in sede di accettazione del contributo e non può essere antecedente alla presentazione della proposta definitiva. La richiesta di saldo, corredata dalla rendicontazione finale, deve essere comunque presentata entro il: 31 dicembre 2028.
Ambiti di intervento
Le proposte devono riguardare uno o più degli ambiti individuati dal Bando.
Rafforzamento istituzionale
Sono finanziabili attività finalizzate al miglioramento delle capacità amministrative e organizzative delle Autorità Locali africane, quali:
- formazione e aggiornamento dei funzionari pubblici;
- miglioramento dei servizi locali;
- rafforzamento della pianificazione territoriale;
- scambio di competenze tra amministrazioni;
- sviluppo di sistemi di gestione e coordinamento locale.
Sviluppo economico sostenibile
Sono ammissibili iniziative rivolte a:
- rafforzamento dei sistemi locali di produzione;
- miglioramento dei servizi alle attività economiche;
- formazione professionale;
- accompagnamento al lavoro;
- avvio e consolidamento di startup;
- utilizzo di strumenti finanziari a sostegno dell’imprenditorialità;
- sviluppo di filiere produttive sostenibili.
Particolare attenzione è riservata ai sistemi territoriali agroalimentari, attraverso interventi riguardanti:
- produzione biologica;
- agroecologia;
- trasformazione sostenibile;
- gestione delle filiere alimentari;
- modelli di consumo e alimentazione sostenibili;
- riduzione dell’insicurezza alimentare.
Coesione sociale
Sono finanziabili attività rivolte soprattutto a giovani e donne, finalizzate a:
- inclusione economica e sociale;
- contrasto alla marginalizzazione;
- rafforzamento delle opportunità occupazionali;
- partecipazione attiva dei destinatari;
- sviluppo di reti comunitarie;
- valorizzazione delle competenze locali.
I destinatari devono essere coinvolti, per quanto possibile, anche nella definizione e organizzazione delle attività.
Sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale
Ogni proposta deve prevedere attività di coordinamento e azioni di sensibilizzazione o disseminazione dirette a:
- rafforzare le relazioni tra le comunità partner;
- diffondere una cultura della solidarietà e della cooperazione;
- promuovere la conoscenza degli squilibri globali;
- favorire una maggiore comprensione dei fenomeni migratori;
- valorizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030;
- coinvolgere scuole, associazioni, cittadini e altri soggetti territoriali.
Sono considerate di particolare interesse le azioni riconducibili all’educazione alla cittadinanza globale, realizzate in ambito formale o non formale.
Coinvolgimento delle organizzazioni della diaspora
Il coinvolgimento di organizzazioni della diaspora rappresenta un elemento premiante. L’organizzazione deve essere chiaramente identificata nella proposta e deve avere un ruolo effettivo e definito, ad esempio nelle attività di:
- mediazione culturale;
- sensibilizzazione;
- facilitazione dei rapporti tra comunità;
- supporto alla progettazione;
- accompagnamento dei destinatari;
- disseminazione dei risultati.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese sostenute dal soggetto capofila e dai partner, purché:
- sostenute durante il periodo di realizzazione del progetto;
- inserite nel piano finanziario approvato;
- necessarie e direttamente collegate alle attività;
- identificabili e verificabili;
- registrate nella contabilità del soggetto che le sostiene;
- congrue rispetto ai prezzi e alle condizioni del contesto locale;
- conformi alla normativa fiscale, sociale e amministrativa applicabile.
Personale
Sono finanziabili i costi del personale direttamente impiegato nel progetto, comprendendo:
- personale dipendente interno;
- collaboratori;
- consulenti;
- esperti;
- personale tecnico e amministrativo dedicato.
I costi devono essere coerenti con quelli ordinariamente sostenuti dall’ente o dal partner e proporzionati all’effettivo impegno sul progetto.
Trasferte
Sono ammissibili:
- viaggi internazionali;
- trasporti locali;
- vitto e alloggio;
- visti;
- assicurazioni di viaggio;
- rimborsi ai partecipanti locali per seminari e attività formative.
Le trasferte devono essere strettamente necessarie alla realizzazione delle attività.
Fornitura di beni, servizi e lavori
Sono finanziabili:
- realizzazione di infrastrutture;
- costruzioni;
- lavori di rinnovo o riabilitazione di immobili;
- macchinari;
- equipaggiamenti tecnici;
- utensili;
- strumenti informatici;
- attrezzature per uffici e aule;
- arredi;
- materiali di consumo;
- servizi specialistici.
Per le infrastrutture, le costruzioni e i lavori sugli immobili deve essere allegata alla proposta definitiva una stima preventiva dei costi. Le forniture e le attrezzature devono essere indispensabili alla realizzazione del progetto. Non sono ammessi beni destinati a un utilizzo strettamente personale. I beni durevoli finanziati integralmente con il progetto devono essere donati ai beneficiari o ai partner locali.
Costi indiretti
Sono ammissibili spese generali e di funzionamento entro il limite massimo del: 7% dei costi diretti. Possono rientrare, a titolo esemplificativo:
- telefono e collegamenti internet;
- spese postali;
- pulizia degli uffici;
- assicurazioni;
- bolli;
- cancelleria;
- costi amministrativi e di coordinamento.
I costi indiretti sono riconosciuti in forma forfettaria e non richiedono la presentazione di specifici giustificativi.
Entità del contributo
Il contributo massimo concedibile per ciascun progetto è pari a: € 30.000,00. Il sostegno pubblico può coprire fino al: 90% del costo complessivo del progetto. La rete dei partner deve quindi garantire una quota di cofinanziamento pari ad almeno: 10% del costo totale.
Cofinanziamento obbligatorio
La quota di cofinanziamento non può derivare da altri contributi pubblici regionali, nazionali o europei. Può essere coperta esclusivamente mediante:
- contributi monetari del soggetto capofila;
- contributi monetari dei partner;
- valorizzazione del costo del personale retribuito impegnato nel progetto;
- costi generali, entro il limite del 7% dei costi diretti.
Non è ammesso il cofinanziamento in natura. La composizione della copertura finanziaria deve essere chiaramente indicata nella proposta e deve risultare coerente con le capacità economiche dei soggetti coinvolti.
Procedura di partecipazione
La procedura è articolata in due fasi.
Fase 1 – Manifestazione di interesse e concertazione
La prima fase richiede la presentazione di un’idea progettuale sintetica, con l’indicazione:
- del partenariato territoriale;
- delle motivazioni dell’intervento;
- degli obiettivi;
- delle principali attività;
- dei partner coinvolti;
- del preventivo di spesa;
- del contributo richiesto;
- della quota di cofinanziamento.
La manifestazione di interesse deve essere trasmessa entro il:
- 30 settembre 2026
esclusivamente tramite PEC all’indirizzo: affari.internazionali@cert.regione.piemonte.it
Devono essere allegati:
- Modulo A – Manifestazione di interesse;
- Modulo 1 – Preventivo di spesa.
Gli uffici regionali verificano l’ammissibilità della candidatura e invitano gli enti ammessi alla fase di concertazione. Gli incontri di concertazione sono previsti indicativamente tra il 5 e il 15 ottobre 2026. Durante questa fase vengono approfonditi contenuti, attività, partenariato, piano finanziario e contributo massimo richiedibile.
Fase 2 – Proposta definitiva
A seguito della concertazione, il soggetto proponente deve predisporre la proposta definitiva e la domanda di contributo. Il termine ordinario per la trasmissione è il: 12 novembre 2026. La proposta deve essere inviata tramite PEC al medesimo indirizzo regionale, utilizzando la modulistica ufficiale e indicando nell’oggetto: “Bando Piemonte e Africa sub-sahariana – Anno 2026”. La Commissione regionale verifica la coerenza della proposta definitiva con quanto concordato durante la concertazione. Il procedimento di approvazione e assegnazione deve concludersi entro 90 giorni dalla domanda o dall’eventuale integrazione richiesta.
Modalità di assegnazione delle risorse
Il Bando non prevede una graduatoria competitiva basata su punteggi. Le iniziative approvate sono finanziate fino a esaurimento delle risorse, tenendo conto:
- in via prioritaria, della conclusione del progetto precedente;
- in alternativa, del relativo stato di avanzamento;
- dell’ordine cronologico di arrivo della proposta definitiva.
Qualora le risorse risultino insufficienti, i progetti approvati ma non immediatamente finanziati potranno essere sostenuti con risorse di esercizi successivi, previa disponibilità di bilancio e specifico provvedimento regionale.
Erogazione del contributo
Il contributo viene erogato in due tranche:
- un anticipo fino al 90% del contributo assegnato, dopo l’accettazione formale;
- il saldo, dopo la conclusione del progetto e l’approvazione della rendicontazione finale.
Entro 15 giorni dalla comunicazione di concessione, il beneficiario deve:
- accettare formalmente il contributo;
- comunicare la data di avvio;
- impegnarsi al rispetto della tracciabilità finanziaria;
- utilizzare il CUP assegnato nelle transazioni relative al progetto.
Rendicontazione
La richiesta di saldo deve essere accompagnata da:
- richiesta formale di liquidazione;
- rendiconto finanziario;
- confronto tra preventivo e consuntivo;
- elenco dei documenti giustificativi;
- relazione finale sulle attività e sui risultati conseguiti.
I documenti di spesa non devono essere allegati integralmente alla rendicontazione, ma devono essere conservati per almeno: 5 anni e messi a disposizione della Regione per eventuali controlli.
I giustificativi devono essere intestati al beneficiario o al partner, riferibili al progetto, riportare il CUP e consentire la verifica della natura della spesa e del pagamento.
Sono ammessi pagamenti tramite strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti possono essere accettati soltanto nei Paesi di intervento, entro i limiti della normativa locale e quando il ricorso a strumenti tracciabili sia impossibile, eccessivamente oneroso o non proporzionato all’importo della spesa.