INFORMATIVA TECNICA

FONDAZIONE CRC

Bando “Manifesta Bellezza” 2026

Contributo a fondo perduto per interventi di restauro, valorizzazione e conservazione programmata di beni culturali

Premessa e inquadramento generale

La Fondazione CRC ha attivato il bando “Manifesta Bellezza” 2026, misura finalizzata al sostegno di interventi di restauro, valorizzazione e conservazione programmata di beni culturali localizzati nel territorio della provincia di Cuneo. Il bando si colloca nell’ambito di intervento Bellezza del Piano Pluriennale 2025-2028 della Fondazione CRC e mira a sostenere progettualità capaci di recuperare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, inteso non soltanto come bene materiale da restaurare, ma come elemento identitario del territorio, strumento di coesione comunitaria, fattore di attrattività e occasione di sviluppo culturale e sociale. L’edizione 2026 conferma un’impostazione ampia e articolata, perché non si limita al restauro fisico del bene, ma valorizza anche gli aspetti di accessibilità, fruizione, inclusione, manutenzione programmata e sostenibilità futura degli interventi. La logica del bando è quindi quella di sostenere progetti organici, capaci di coniugare il recupero materiale del patrimonio con una strategia di utilizzo, valorizzazione e apertura alla comunità. Il budget complessivo disponibile è pari a 2.530.000 euro. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con massimali differenziati in funzione della misura progettuale prescelta. Il contributo può coprire al massimo il 70% delle spese ammissibili, mentre il soggetto proponente deve garantire un cofinanziamento obbligatorio almeno pari al 30% del costo totale dell’iniziativa. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 30 settembre 2026. La candidatura deve essere presentata esclusivamente in modalità elettronica tramite procedura ROL, secondo le modalità previste dalla Fondazione CRC.

Finalità della misura

Il bando Manifesta Bellezza ha la finalità di sostenere interventi sul patrimonio culturale, favorendo azioni capaci di recuperare, conservare e valorizzare beni di interesse storico, artistico, architettonico, paesaggistico, educativo, sociale, produttivo o religioso.

La misura persegue un approccio integrato alla tutela del patrimonio. Non è sufficiente prevedere un intervento tecnico di restauro: il progetto deve dimostrare una visione più ampia, capace di assicurare al bene un futuro sostenibile attraverso fruizione, manutenzione, accessibilità e coinvolgimento della comunità.

Dotazione finanziaria

Il budget complessivo disponibile è pari a 2.530.000 euro. Il contributo è concesso a fondo perduto, ma non può coprire integralmente il costo dell’iniziativa. Il soggetto beneficiario deve garantire un cofinanziamento obbligatorio almeno pari al 30% del costo totale del progetto. Per i contributi deliberati, la Fondazione riconoscerà al massimo il 70% delle spese ammissibili.

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda soggetti pubblici e privati senza finalità lucrative, purché coerenti con le finalità istituzionali della Fondazione CRC.

Tra i potenziali beneficiari rientrano:

È necessario che lo statuto del soggetto richiedente sia coerente con le finalità della Fondazione CRC e non preveda finalità lucrative. La misura è quindi rivolta a una platea ampia di soggetti che, a diverso titolo, possono essere proprietari, gestori, valorizzatori o promotori di interventi su beni culturali localizzati nel territorio della provincia di Cuneo. In caso di partecipazione in rete tra più soggetti richiedenti, è necessario individuare un soggetto capofila e un referente operativo per la presentazione del progetto. L’adesione al raggruppamento deve essere confermata da un accordo sottoscritto tra le parti, con durata almeno pari allo svolgimento del progetto. Questa possibilità è particolarmente interessante per interventi complessi o territorialmente articolati, nei quali il recupero e la valorizzazione del bene richiedano la collaborazione tra enti pubblici, associazioni, parrocchie, fondazioni, istituti scolastici o altri soggetti locali.

Ambito territoriale

Il bando è aperto all’intero territorio provinciale, ma è requisito indispensabile che i beni oggetto dei progetti abbiano sede nella provincia di Cuneo.

La Fondazione CRC individua inoltre come aree di principale operatività:

Gli interventi localizzati in tali aree potranno beneficiare di una priorità, secondo quanto previsto dall’impostazione territoriale della Fondazione.

Beni oggetto di intervento

Il bando riguarda beni culturali immobili, beni mobili, siti archeologici, patrimoni paesaggistici e contesti di rilevanza culturale, a seconda della misura prescelta. Nel caso di interventi di restauro su beni mobili e immobili, sono considerate ammissibili esclusivamente le richieste di contributo presentate su beni di proprietà di un ente ammissibile a ricevere un contributo dalla Fondazione CRC. Questo aspetto è particolarmente rilevante: occorre verificare con attenzione il titolo di proprietà del bene e la legittimazione del soggetto proponente. I beni possono essere, a titolo esemplificativo:

La candidatura deve dimostrare non soltanto l’interesse del bene, ma anche l’utilità dell’intervento e la capacità di generare un miglioramento concreto in termini di conservazione, fruizione, accessibilità o valorizzazione.

Misure finanziabili

Il bando è articolato in sette misure, ciascuna riferita a una specifica tipologia di patrimonio o intervento. Le misure sono:

Le prime quattro misure riguardano interventi di restauro, conservazione programmata e valorizzazione di beni immobili, con contributo massimo pari a 80.000 euro per progetto. La Misura 5 riguarda patrimonio mobile e siti archeologici, con contributo massimo pari a 25.000 euro. La Misura 6 riguarda il patrimonio paesaggistico, con contributo massimo pari a 25.000 euro. La Misura 7 riguarda interventi di distruzione di elementi incongrui o detrattori della qualità del paesaggio, con contributo massimo pari a 50.000 euro. La scelta della misura corretta è uno degli aspetti centrali della candidatura, perché incide sul massimale, sulla tipologia di intervento, sulla documentazione tecnica e sulla coerenza complessiva del progetto.

Misura 1 – Patrimonio produttivo

La Misura 1 riguarda interventi di restauro, conservazione programmata e valorizzazione di beni immobili riconducibili al patrimonio produttivo. Possono rientrare in questa categoria beni legati alla storia economica, agricola, artigianale, industriale o manifatturiera del territorio, quali antichi opifici, mulini, edifici rurali produttivi, strutture storicamente collegate ad attività produttive, manifatture, laboratori storici o altri immobili rappresentativi della cultura del lavoro e della produzione locale. Il contributo massimo richiedibile per ciascun progetto è pari a 80.000 euro. La candidatura deve dimostrare il valore storico, identitario e territoriale del bene, nonché la capacità dell’intervento di favorirne la conservazione e la valorizzazione futura. Questa misura è particolarmente interessante per progetti che intendano recuperare beni produttivi storici trasformandoli in luoghi di memoria, cultura, educazione, turismo, fruizione pubblica o valorizzazione delle tradizioni locali.

Misura 2 – Patrimonio educativo e sociale

La Misura 2 riguarda interventi di restauro, conservazione programmata e valorizzazione di beni immobili con funzione educativa e sociale. Possono rientrare, ad esempio, edifici o spazi destinati ad attività educative, scolastiche, formative, culturali, associative, sociali, comunitarie o di aggregazione, purché dotati di rilevanza culturale e coerenti con le finalità del bando. Il contributo massimo richiedibile è pari a 80.000 euro per progetto. Questa misura è particolarmente adatta a progetti in cui il recupero del bene sia collegato a una futura funzione pubblica o comunitaria, come spazi educativi, luoghi di aggregazione, centri culturali, sedi associative, percorsi didattici o attività sociali. La relazione progettuale dovrà evidenziare il valore culturale del bene e l’impatto sociale dell’intervento, dimostrando come il recupero possa migliorare l’accessibilità, la fruizione e l’utilizzo del patrimonio da parte della comunità.

Misura 3 – Patrimonio fortificato

La Misura 3 riguarda interventi di restauro, conservazione programmata e valorizzazione del patrimonio fortificato. Possono rientrare in questa misura castelli, torri, mura, fortificazioni, sistemi difensivi storici, rocche, complessi fortificati e altri beni immobili collegati alla storia militare, difensiva o strategica del territorio. Il contributo massimo richiedibile è pari a 80.000 euro per progetto. Il patrimonio fortificato ha spesso un forte valore identitario e turistico, ma presenta anche criticità tecniche rilevanti in termini di conservazione, accessibilità, sicurezza e manutenzione. Una candidatura efficace dovrebbe collegare l’intervento di restauro alla possibilità di migliorare la fruizione pubblica, l’inserimento in reti culturali, la lettura storica del bene e la sua accessibilità fisica o cognitiva.

Misura 4 – Patrimonio di interesse religioso

La Misura 4 riguarda interventi di restauro, conservazione programmata e valorizzazione di beni immobili di interesse religioso. Possono rientrare chiese, cappelle, santuari, complessi parrocchiali, edifici ecclesiastici, beni immobili connessi al culto, alla devozione popolare, alla storia religiosa o alla vita comunitaria del territorio. Il contributo massimo richiedibile è pari a 80.000 euro per progetto. I soggetti proponenti possono essere, tra gli altri, enti ecclesiastici e parrocchie, purché in possesso dei requisiti di ammissibilità e con statuto coerente con le finalità della Fondazione CRC. In questa misura è importante dimostrare non soltanto il valore religioso del bene, ma anche il suo valore culturale, storico, artistico, sociale e comunitario. Il progetto deve possibilmente prevedere forme di accessibilità, fruizione, apertura, narrazione o valorizzazione che rendano il bene percepibile come patrimonio condiviso.

Misura 5 – Patrimonio mobile e siti archeologici

La Misura 5 riguarda interventi di restauro, conservazione programmata e valorizzazione del patrimonio mobile e dei siti archeologici. Il contributo massimo richiedibile è pari a 25.000 euro per progetto. Possono rientrare in questa misura, a titolo esemplificativo, opere d’arte, arredi storici, manufatti, collezioni, beni mobili ecclesiastici, reperti, materiali archeologici, elementi decorativi, beni museali o altri beni mobili di interesse culturale. La misura può riguardare anche siti archeologici, con interventi di conservazione, valorizzazione, accessibilità, interpretazione o fruizione. Rispetto alle misure sui beni immobili, il massimale è più contenuto, ma può risultare adeguato per interventi puntuali di restauro, messa in sicurezza, studio, valorizzazione o miglioramento della fruizione.

Misura 6 – Patrimonio paesaggistico

La Misura 6 riguarda interventi di valorizzazione del patrimonio paesaggistico. Il contributo massimo richiedibile è pari a 25.000 euro per progetto. Questa misura è rivolta a interventi capaci di migliorare la lettura, la fruizione e la valorizzazione di contesti paesaggistici di rilevanza culturale. Possono rientrare, a titolo esemplificativo, percorsi, punti panoramici, sistemi di interpretazione del paesaggio, azioni di valorizzazione di contesti ambientali, interventi legati alla memoria dei luoghi, iniziative di accessibilità o strumenti di narrazione territoriale. La candidatura deve dimostrare il valore culturale del paesaggio e la capacità dell’intervento di migliorare la fruizione pubblica, evitando proposte generiche di arredo o promozione non collegate a un effettivo contenuto culturale.

Misura 7 – Distruzione

La Misura 7 riguarda interventi di distruzione finalizzati alla rimozione di elementi incongrui, detrattori o compromissori della qualità di un contesto paesaggistico e ambientale di rilevanza culturale.

Il contributo massimo richiedibile è pari a 50.000 euro per progetto. Questa misura ha una natura particolare, perché non finanzia il recupero di un bene, ma l’eliminazione di una “bruttura” o di un elemento che compromette la qualità del contesto. L’obiettivo è ripristinare la bellezza di un paesaggio o di un ambiente culturalmente rilevante attraverso la rimozione di elementi non coerenti, degradanti o lesivi della percezione del luogo.

Spese ammissibili

Il bando finanzia spese funzionali alla realizzazione degli interventi previsti dalle singole misure. Le spese finanziate rientrano principalmente nelle categorie di:

In concreto, a seconda della misura e della tipologia di progetto, possono essere considerate spese per:

Accessibilità e valorizzazione

Uno degli elementi più significativi del bando è l’attenzione all’accessibilità. La Fondazione CRC intende favorire iniziative che migliorino l’accessibilità:

Questo significa che un progetto particolarmente solido non dovrebbe limitarsi a restaurare un bene, ma dovrebbe anche interrogarsi su come renderlo più fruibile, comprensibile, aperto, inclusivo e utilizzabile dalla comunità.

Forma ed entità dell’agevolazione

L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto. Il contributo massimo varia in base alla misura:

Il contributo riconosciuto non può superare il 70% delle spese ammissibili.

È obbligatorio garantire un cofinanziamento almeno pari al 30% del costo totale dell’iniziativa. Questo significa che, nella costruzione del budget, il soggetto proponente deve verificare attentamente la disponibilità della quota di cofinanziamento e la sostenibilità complessiva dell’intervento.

Modalità e termini di presentazione

La domanda deve essere presentata esclusivamente in formato elettronico tramite la procedura ROL attivata sul sito della Fondazione CRC. La scadenza è fissata al 30 settembre 2026.