INFORMATIVA TECNICA
PR FESR PIEMONTE 2021-2027 – AZIONE II.2VII.3
Bando “Città Rigenerative” – Strategie integrate per la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile e la qualità dell’aria
Ambito territoriale: Regione Piemonte
Soggetti beneficiari: Comuni piemontesi ricadenti nelle zone di qualità dell’aria ammesse
Agevolazione: contributo a fondo perduto pari al 90%
Dotazione finanziaria: € 30.000.000
Investimento ammissibile: da € 250.000 a € 5.000.000
Apertura dello sportello: 30 luglio 2026, ore 10:00
Scadenza: 30 ottobre 2026, ore 12:00, salvo chiusura anticipata
Procedura: valutativa a sportello
1. Finalità della misura
La Regione Piemonte ha attivato il bando “Città Rigenerative”, nell’ambito dell’Azione II.2vii.3 del PR FESR Piemonte 2021-2027, con l’obiettivo di sostenere interventi integrati di trasformazione degli spazi urbani capaci di ridurre le emissioni inquinanti generate dal traffico, promuovere la mobilità attiva e migliorare la qualità ambientale, climatica e sociale delle città. La misura finanzia opere pubbliche e acquisizioni di beni dirette a incentivare gli spostamenti pedonali e ciclabili, ridurre l’utilizzo dell’automobile privata, aumentare la sicurezza degli utenti vulnerabili e restituire strade, piazze e altri spazi pubblici alla vita collettiva. Gli interventi devono produrre una trasformazione migliorativa, documentabile e misurabile, rispetto alla situazione esistente, con particolare riferimento alla riduzione delle percorrenze veicolari e delle emissioni di PM10, ossidi di azoto e CO₂.
2. Comuni beneficiari
Possono presentare domanda esclusivamente i Comuni piemontesi compresi nelle seguenti zone di qualità dell’aria:
- IT0118 – Agglomerato di Torino: 33 Comuni;
- IT0119 – Pianura: 268 Comuni;
- IT0120 – Collina: 645 Comuni.
L’elenco nominativo degli enti ammissibili è riportato nell’Allegato 3 del bando. Ogni Comune può ottenere il finanziamento per un solo progetto, che può tuttavia interessare più siti o aree urbane, anche non adiacenti, purché inseriti in un’unica strategia progettuale coerente. Non è prevista la presentazione in forma associata tra più Comuni: ciascun ente presenta la propria domanda con riferimento agli interventi localizzati nel territorio comunale di competenza.
3. Caratteristiche generali del progetto
Gli interventi devono essere realizzati in ambito urbano, preferibilmente in prossimità di poli attrattori quali:
- scuole e complessi scolastici;
- uffici e servizi pubblici;
- strutture sanitarie;
- stazioni e nodi del trasporto pubblico;
- aree commerciali e produttive;
- impianti sportivi;
- poli culturali, storici e turistici;
- parchi, piazze e luoghi di aggregazione.
Il progetto deve essere organico e integrare, ove possibile, diverse tipologie di intervento. Sono valutate positivamente le proposte che combinano mobilità attiva, sicurezza stradale, rigenerazione dello spazio pubblico, infrastrutture verdi e soluzioni basate sulla natura. Non sono ammissibili, come unico contenuto progettuale, interventi che non comportino una modifica dell’assetto della mobilità veicolare esistente. Pertanto, la sola posa di alberature, la sostituzione di una pavimentazione o l’installazione di tecnologie per la qualità dell’aria non risultano sufficienti se non integrate con interventi strutturali di mobilità sostenibile e ridisegno dello spazio pubblico.
4. Interventi principali ammissibili
Aree pedonali
Sono finanziabili l’istituzione di nuove aree pedonali e l’ampliamento di quelle esistenti, attraverso opere di riqualificazione, delimitazione, arredo, messa in sicurezza e riorganizzazione della circolazione. L’intervento deve ridurre il traffico veicolare e rendere lo spazio maggiormente accessibile, sicuro e fruibile da pedoni, persone anziane, bambini e persone con disabilità.
Zone 30 e moderazione del traffico
Sono ammissibili interventi per l’istituzione o l’estensione di:
- zone con limite di velocità a 30 km/h;
- attraversamenti pedonali rialzati;
- restringimenti della carreggiata;
- chicane e deviazioni;
- piattaforme stradali rialzate;
- isole salvagente;
- interventi di traffic calming;
- riorganizzazione degli incroci e delle intersezioni.
La semplice installazione della segnaletica deve essere accompagnata da opere e soluzioni capaci di produrre un’effettiva moderazione della velocità e una maggiore sicurezza.
Aree soggette a limitazione della circolazione
Sono finanziabili le spese necessarie per definire, riorganizzare e segnalare le aree sottoposte a limitazione della circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti, compresa la posa della segnaletica verticale.
Placemaking e urbanistica tattica
Il bando sostiene la trasformazione di piazze, strade, parchi, giardini e aree gioco mediante interventi di placemaking e urbanistica tattica. Sono finanziabili soluzioni che riducano lo spazio destinato alla circolazione o alla sosta dei veicoli e aumentino gli spazi riservati a pedoni, mobilità ciclabile, socialità, gioco, verde e attività collettive. Qualora il progetto comporti l’eliminazione o la riconversione di parcheggi pubblici, il Comune deve analizzare gli effetti sulla domanda e sull’offerta di sosta e illustrare le misure previste per la relativa riorganizzazione.
Corsie preferenziali per il trasporto pubblico
Sono finanziabili l’estensione e l’efficientamento delle corsie preferenziali destinate al trasporto pubblico locale, mediante:
- segnaletica orizzontale e verticale;
- cordoli e sistemi di separazione;
- telecamere;
- varchi elettronici;
- sistemi di controllo degli accessi;
- tecnologie per il monitoraggio dei veicoli non autorizzati.
Scuole car-free e strade scolastiche
Sono ammissibili interventi per la creazione di aree scolastiche prive o a ridotta presenza di automobili, attraverso:
- pedonalizzazione degli spazi circostanti gli istituti;
- strade scolastiche;
- percorsi pedonali casa-scuola;
- percorsi ciclabili protetti;
- messa in sicurezza degli accessi;
- moderazione del traffico;
- riorganizzazione delle aree di sosta e fermata.
Percorsi ciclabili urbani
Il bando finanzia la realizzazione di percorsi ciclabili funzionali alla mobilità quotidiana e sistematica, tra cui:
- corsie ciclabili;
- piste e itinerari ciclabili;
- case avanzate agli incroci;
- doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico;
- strade urbane ciclabili;
- circolazione delle biciclette su strade o corsie riservate al TPL.
I percorsi devono collegare poli di interesse collettivo, favorire l’intermodalità e risultare coerenti con le linee guida tecniche regionali. Almeno uno dei tracciati realizzati deve inoltre essere dotato di un sistema bidirezionale, fisso o mobile, per il monitoraggio dei passaggi delle biciclette.
5. Interventi complementari
A completamento degli interventi principali possono essere finanziate soluzioni tecnologiche e infrastrutture verdi.
Soluzioni tecnologiche per la riduzione degli inquinanti
Sono ammissibili, a titolo esemplificativo:
- dispositivi per la captazione delle polveri;
- sistemi di filtrazione mediante nebbia d’acqua;
- tecnologie microclimatiche;
- vernici e rivestimenti fotocatalitici;
- materiali a base di biossido di titanio applicati a barriere, muri, facciate pubbliche e altre superfici localizzate lungo corridoi stradali critici.
Le soluzioni devono essere integrate in un progetto infrastrutturale complessivo e non possono costituire un intervento autonomo.
Riforestazione urbana
Sono finanziabili programmi di messa a dimora di alberi, reimpianto e silvicoltura urbana, purché le aree interessate non rientrino nella definizione normativa di bosco.
Per ogni intervento con nuove alberature deve essere presentata una stima degli assorbimenti di CO₂ riferita alle essenze prescelte.
Depavimentazione e infrastrutture verdi
Sono ammissibili interventi di:
- rimozione delle superfici impermeabili;
- incremento delle superfici permeabili;
- realizzazione di aree verdi;
- rain garden;
- sistemi di drenaggio urbano sostenibile;
- rinaturalizzazione degli spazi;
- inserimento di Nature Based Solutions.
La semplice sostituzione di una pavimentazione impermeabile con una pavimentazione drenante non è sufficiente. Deve essere dimostrato un incremento effettivo delle superfici permeabili o delle funzionalità ecosistemiche dell’area. Le spese complessive per le soluzioni tecnologiche, la riforestazione e la depavimentazione non possono superare il 30% dell’importo dei lavori e delle forniture relativi agli interventi principali.
6. Condizioni di ammissibilità
Gli interventi devono rispettare tutte le seguenti condizioni:
- non devono consistere esclusivamente in manutenzione ordinaria;
- devono essere localizzati nel territorio del Comune richiedente;
- devono interessare aree demaniali, aree di proprietà pubblica o aree nella disponibilità dell’ente per almeno venti anni;
- devono rispettare il Codice dei contratti pubblici;
- devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi applicabili;
- devono garantire accessibilità e inclusione secondo l’approccio “Design for All”;
- devono essere conformi al principio DNSH;
- devono essere sottoposti alla verifica di immunizzazione climatica;
- devono essere accompagnati da un piano di manutenzione, gestione e monitoraggio di durata almeno quinquennale;
- devono essere accompagnati da un piano di progettazione partecipata;
- devono risultare coerenti con gli strumenti comunali e sovracomunali di pianificazione urbana e della mobilità;
- devono documentare gli effetti attesi sulla mobilità e sulla qualità dell’aria.
Sono ammessi anche interventi nelle pertinenze di immobili pubblici di particolare interesse, quali scuole e ospedali, non appartenenti al Comune richiedente, purché venga formalizzato un apposito accordo tra gli enti interessati.
8. Spese ammissibili
Il costo complessivo ammissibile del progetto deve essere compreso tra:
- € 250.000, importo minimo;
- € 5.000.000, importo massimo.
Sono ammissibili le seguenti categorie.
| Categoria | Contenuto | Limite |
| A1 | Lavori e forniture per gli interventi principali | Nei limiti del costo massimo del progetto |
| A2 | Tecnologie, riforestazione urbana e depavimentazione | Massimo 30% di A1 |
| B1 | Progettazione, direzione lavori, sicurezza, consulenze, indagini, studi e progettazione partecipata | Massimo 25% di A |
| B2 | Imprevisti, indennità e collaudi | Massimo 5% di A |
| C | Acquisto di terreni o aree | Massimo 10% di A |
| D | Cartellonistica e pubblicizzazione | Massimo € 5.000 |
Nelle spese tecniche possono rientrare:
- progettazione;
- direzione dei lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- studi di fattibilità;
- indagini specialistiche;
- analisi degli effetti sulla qualità dell’aria;
- verifica climatica;
- progettazione partecipata;
- facilitazione di incontri e laboratori;
- attività di co-design;
- ricorso a centrali di committenza e stazioni appaltanti qualificate;
- contributi di gara ANAC.
Per la determinazione dei costi deve essere utilizzato il Prezzario regionale delle opere e dei lavori pubblici vigente alla data di presentazione della domanda. Le lavorazioni non presenti nel prezzario devono essere giustificate attraverso specifiche analisi dei prezzi. Le spese possono risultare ammissibili anche se sostenute prima della pubblicazione del bando, purché successive al 23 luglio 2025, coerenti con il progetto approvato e correttamente documentate e rendicontate. La sostenibilità anticipata dei costi resta comunque a rischio del Comune fino alla concessione dell’agevolazione.
9. Entità del contributo
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo in conto capitale pari al 90% delle spese ammissibili.
Il Comune deve pertanto garantire un cofinanziamento minimo del 10%, oltre alla copertura di eventuali spese non ammesse o eccedenti i massimali. Il contributo minimo concedibile è pari a: € 225.000 Poiché il contributo corrisponde al 90%, il progetto deve presentare costi ammissibili non inferiori a € 250.000. Il contributo massimo è pari a:
- € 630.000 per i Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti;
- € 1.800.000 per i capoluoghi di Provincia e per i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti che attuano le misure di limitazione della circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti indicate dal Piano regionale per la qualità dell’aria.
Il progetto può avere un valore superiore a quello necessario per ottenere il contributo massimo, fino al limite di € 5.000.000, ma la quota eccedente il massimale resta interamente a carico del Comune.
10. Procedura di selezione
Il bando segue una procedura valutativa a sportello. Le domande sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse. Il progetto deve conseguire almeno 60 punti su 100 e rispettare tutte le soglie minime previste per i singoli criteri. L’istruttoria viene svolta da Finpiemonte, con il supporto di un Comitato tecnico di valutazione, e si conclude ordinariamente entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.
11. Criteri di valutazione
La valutazione considera principalmente:
- qualità e organicità della proposta progettuale: fino a 23 punti;
- sinergia con interventi già finanziati: fino a 4 punti;
- sinergia con altre Azioni del PR FESR: fino a 3 punti;
- integrazione con il trasporto collettivo e collegamento con i poli attrattori: fino a 8 punti;
- coerenza con gli strumenti di pianificazione: fino a 6 punti;
- coinvolgimento dei portatori di interesse: fino a 6 punti;
- impiego di tecniche innovative e Nature Based Solutions: fino a 7 punti;
- qualità del piano di gestione e manutenzione: fino a 8 punti;
- riduzione delle emissioni e degli spostamenti veicolari privati: fino a 24 punti;
- capacità finanziaria del Comune: fino a 5 punti;
- qualità economico-finanziaria e rapporto costi-benefici: fino a 6 punti.
Sono previste soglie minime obbligatorie, tra le quali:
- almeno 1 punto per la coerenza con gli strumenti di pianificazione;
- almeno 1 punto per il piano di gestione e manutenzione;
- almeno 12 punti complessivi nel criterio relativo alla riduzione delle emissioni e dei veicoli privati;
- almeno 1 punto per il rapporto costi-benefici;
- almeno 1 punto per la pertinenza dei costi.
Una domanda formalmente completa può quindi essere respinta qualora il progetto non raggiunga la soglia complessiva o una delle soglie specifiche.
12. Progettazione partecipata
Il piano di progettazione partecipata costituisce un allegato obbligatorio. Il Comune deve individuare i portatori di interesse interessati dal progetto, quali:
- residenti;
- comitati di quartiere;
- istituti scolastici;
- associazioni;
- commercianti;
- categorie economiche;
- utenti del trasporto pubblico;
- associazioni ciclistiche;
- persone con disabilità;
- soggetti gestori di servizi pubblici.
Il piano deve descrivere le modalità di coinvolgimento, quali incontri pubblici, questionari, workshop, laboratori territoriali, focus group e attività di co-design. Ai fini del punteggio non è sufficiente un documento meramente formale. È opportuno prevedere almeno una fase di ascolto e una successiva fase di restituzione o validazione, documentando in che modo i contributi dei cittadini e degli stakeholder abbiano modificato o migliorato il progetto.
13. Presentazione della domanda
La domanda deve essere compilata e trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma regionale FINDOM – Finanziamenti Domande. Lo sportello è aperto:
- dalle ore 10:00 del 30 luglio 2026;
- fino alle ore 12:00 del 30 ottobre 2026.
La Regione può disporre la chiusura anticipata in caso di esaurimento della dotazione. Il modulo generato dalla piattaforma deve essere firmato digitalmente dal sindaco o da un soggetto interno all’ente formalmente delegato. Dopo la trasmissione tramite FINDOM, gli elaborati cartografici in formato shape file devono essere inviati separatamente secondo le specifiche tecniche dell’Allegato 14. La mancata produzione degli allegati obbligatori può determinare l’inammissibilità formale della domanda.
14. Modalità di erogazione
Il contributo viene erogato secondo il seguente schema:
- 20% a titolo di prima anticipazione dopo la concessione;
- 20% a titolo di seconda anticipazione dopo l’aggiudicazione dell’appalto;
- 40% a seguito della rendicontazione di almeno il 50% delle spese ammesse;
- quota residua a saldo, dopo la conclusione del progetto e la rendicontazione finale.
Il Comune può rinunciare alla prima anticipazione indicandolo nel modulo di accettazione dell’agevolazione.
I ribassi di gara comportano la rideterminazione del contributo. Le eventuali economie possono essere utilizzate per varianti coerenti con il progetto soltanto nei casi previsti dalla normativa sui contratti pubblici, previa autorizzazione e nei limiti delle risorse disponibili.