INFORMATIVA TECNICA – REGIONE LOMBARDIA
Bando per il recupero e la valorizzazione dei mulini storici – Triennio 2026–2028 – Legge Regionale 4 maggio 2026, n. 9 – Contributi a fondo perduto per interventi di recupero, manutenzione, accessibilità, allestimento e digitalizzazione dei mulini storici lombardi
Finalità della misura
Regione Lombardia ha approvato i criteri per l’attivazione di una nuova misura sperimentale destinata al recupero e alla valorizzazione dei mulini storici presenti sul territorio regionale. Il Bando dà attuazione alla Legge Regionale 4 maggio 2026, n. 9, che riconosce i mulini storici come elementi qualificanti del paesaggio lombardo e come testimonianze di interesse storico, culturale, ambientale, scientifico, sociale ed economico. La normativa regionale considera tali manufatti strumenti di:
- conservazione della memoria e dell’identità locale;
- rigenerazione urbana e rurale;
- valorizzazione culturale e territoriale;
- sviluppo locale;
- turismo sostenibile;
- conoscenza delle tecniche storiche di utilizzo delle risorse naturali.
La misura intende sostenere concretamente la conservazione delle strutture, la fruizione pubblica dei beni, l’accessibilità degli spazi e la valorizzazione del patrimonio documentale e culturale collegato ai mulini.
Definizione di mulino storico
Ai fini della misura, sono considerati mulini storici gli impianti:
- destinati alla produzione di lavoro meccanico;
- azionati attraverso una forza prodotta dal vento, dall’acqua, dalla spinta animale o umana;
- costruiti prima del 1948;
- situati nel territorio della Regione Lombardia.
Il requisito storico e la corrispondenza alla definizione prevista dalla Legge Regionale n. 9/2026 dovranno essere adeguatamente documentati nella domanda.
Soggetti beneficiari
Possono presentare domanda i soggetti che risultino proprietari, titolari o gestori di un mulino storico ammissibile. Rientrano tra i potenziali beneficiari:
- Enti pubblici;
- organismi di diritto pubblico;
- ecomusei riconosciuti da Regione Lombardia;
- fondazioni senza scopo di lucro;
- associazioni senza scopo di lucro;
- istituzioni sociali private;
- persone fisiche proprietarie, titolari o gestrici del bene;
- altri soggetti privati senza finalità di lucro.
Le persone fisiche sono quindi espressamente comprese tra i soggetti che possono accedere alla misura, purché dispongano legittimamente del mulino storico e non operino nell’ambito di un’attività imprenditoriale esclusa. Le imprese non sono ammesse al contributo. Ogni soggetto richiedente potrà presentare una sola domanda di partecipazione.
Disponibilità del bene e autorizzazioni
Il richiedente deve dimostrare di avere la disponibilità del mulino interessato dall’intervento attraverso:
- proprietà;
- diritto reale o personale di godimento;
- contratto o titolo di utilizzo;
- titolarità della gestione;
- altro titolo giuridicamente valido.
Per gli interventi che richiedono autorizzazioni, nulla osta o altri titoli amministrativi, la proposta è ammissibile soltanto qualora tali provvedimenti siano già stati acquisiti. Questo aspetto assume particolare rilievo per i mulini sottoposti a tutela culturale, paesaggistica, ambientale o idraulica, nonché per gli interventi che comportino opere edilizie o modifiche delle strutture esistenti.
Interventi finanziabili
Sono ammissibili interventi diretti al recupero materiale del bene, al miglioramento della sua accessibilità e alla valorizzazione culturale e documentale.
- Recupero e manutenzione delle strutture
Possono essere finanziati interventi di recupero e manutenzione riguardanti:
- strutture edilizie del mulino;
- parti costitutive e apparati storici;
- spazi funzionali alla visita;
- elementi necessari alla conservazione del bene;
- strutture connesse alla fruizione pubblica.
Gli interventi devono rispettare la natura storica, architettonica e tecnica del mulino e devono essere coerenti con gli eventuali vincoli presenti.
- Allestimenti e arredi permanenti
Sono ammissibili allestimenti e arredi permanenti finalizzati a:
- migliorare l’esposizione dei beni;
- conservare materiali e documenti;
- organizzare percorsi di visita;
- valorizzare macchinari, strumenti e testimonianze storiche;
- migliorare la fruizione degli spazi da parte del pubblico.
Gli allestimenti devono essere stabilmente collegati al progetto e non avere carattere meramente temporaneo.
- Accessibilità degli spazi
Sono finanziabili l’acquisto e l’installazione di strumenti e tecnologie destinati a facilitare l’accesso e la fruizione del mulino.
Possono rientrare, a titolo esemplificativo:
- ausili per persone con disabilità;
- strumenti per il superamento delle barriere sensoriali;
- dispositivi informativi accessibili;
- soluzioni multimediali;
- sistemi per migliorare l’orientamento e la comprensione dei percorsi di visita.
- Strumentazione per la valorizzazione
È ammesso l’acquisto di strumentazione direttamente funzionale alla valorizzazione culturale del bene, come:
- dispositivi audiovisivi;
- attrezzature espositive;
- sistemi di proiezione;
- strumenti per visite guidate;
- tecnologie per la narrazione e l’interpretazione del patrimonio;
- apparecchiature per la presentazione delle tecniche e delle lavorazioni storiche.
- Hardware e software
Sono ammissibili hardware e software destinati a potenziare la fruizione di:
- fondi documentali;
- archivi;
- raccolte;
- collezioni;
- cartografie;
- testimonianze storiche collegate al mulino.
Le dotazioni informatiche devono essere strettamente collegate al progetto di valorizzazione e non possono costituire acquisti generici privi di una specifica funzione culturale.
- Digitalizzazione del patrimonio
Sono finanziabili attività di digitalizzazione dei beni collegati al mulino, con particolare attenzione a:
- cartografia storica;
- documentazione tecnica;
- fotografie;
- manoscritti;
- archivi;
- fondi bibliografici e documentali;
- testimonianze relative alla storia e al funzionamento del bene.
La digitalizzazione deve contribuire alla conservazione, conoscenza e fruizione pubblica del patrimonio.
Dimensione minima del progetto
Il progetto deve prevedere un costo complessivo non inferiore a: euro 10.000,00. Pertanto, non saranno ammissibili proposte con un valore complessivo inferiore alla soglia minima prevista. Considerato che il contributo regionale può coprire al massimo il 50% delle spese, per un progetto minimo di euro 10.000,00 il contributo teorico massimo sarà pari a euro 5.000,00.
Spese ammissibili
Le categorie analitiche delle spese saranno specificate nell’Avviso attuativo. In base ai criteri già approvati, le spese dovranno comunque:
- essere intestate e imputate al soggetto beneficiario;
- essere direttamente riferibili al progetto;
- risultare coerenti con gli interventi approvati;
- essere adeguatamente documentate;
- essere effettivamente sostenute e quietanzate;
- rispettare il periodo di ammissibilità;
- essere comprensive o al netto dell’IVA, a seconda del regime fiscale del beneficiario e dell’effettiva recuperabilità dell’imposta.
L’IVA potrà quindi costituire costo ammissibile soltanto qualora sia effettivamente e definitivamente sostenuta dal beneficiario e non recuperabile secondo la normativa fiscale applicabile.
Periodo di ammissibilità e conclusione dei progetti
Per la prima annualità, sono ammissibili le spese sostenute dal: 1° gennaio 2026 al 18 dicembre 2026. I progetti devono essere realizzati nel corso del 2026 e devono concludersi entro il: 31 dicembre 2026. La rendicontazione finale dovrà essere trasmessa entro la medesima data del 31 dicembre 2026. La presenza di una scadenza ravvicinata richiede che gli interventi siano già sufficientemente definiti e, quando necessario, dotati delle relative autorizzazioni.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessivamente prevista per il triennio 2026–2028 è pari a: euro 300.000,00.
Le risorse sono ripartite in:
- euro 100.000,00 per il 2026;
- euro 100.000,00 per il 2027;
- euro 100.000,00 per il 2028.
Per ciascuna annualità, le risorse risultano allocate indicativamente come segue:
- euro 25.000,00 per le Amministrazioni locali;
- euro 25.000,00 per le fondazioni;
- euro 50.000,00 per le persone fisiche e gli altri soggetti classificati nella relativa categoria di bilancio.
A seguito dell’istruttoria potranno essere effettuate compensazioni tra i capitoli, in relazione alla natura giuridica dei beneficiari e alle domande effettivamente ammissibili.
Forma ed entità del contributo
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto.
Il contributo può coprire fino al: 50% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il contributo massimo concedibile è pari a: euro 25.000,00 per progetto. Il beneficiario deve garantire un cofinanziamento non inferiore al 50% del costo complessivo, attraverso risorse proprie o finanziamenti esterni. Per ottenere il contributo massimo di euro 25.000,00 sarà pertanto necessario presentare un progetto con spese ammissibili pari ad almeno euro 50.000,00.
Procedura di assegnazione
La misura sarà attuata mediante una procedura a sportello. Le domande saranno esaminate secondo il rigoroso ordine cronologico di presentazione e finanziate fino a esaurimento delle risorse disponibili. L’istruttoria comprenderà:
- verifica della completezza documentale;
- verifica dei requisiti del richiedente;
- verifica della disponibilità del mulino;
- verifica della rispondenza del bene alla definizione di mulino storico;
- verifica della coerenza degli interventi;
- verifica dell’ammissibilità delle spese;
- determinazione del contributo concedibile.
Non è prevista, nei criteri approvati, una graduatoria competitiva basata su punteggi: la tempestività della presentazione sarà quindi determinante. Le domande trasmesse dopo l’esaurimento delle risorse non saranno istruite. Il procedimento di valutazione e concessione dovrebbe concludersi entro 60 giorni dal termine previsto per la presentazione.
Modalità di presentazione
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi.