INFORMATIVA TECNICA – LOMBARDIA NUOVA IMPRESA PICCOLI COMUNI E FRAZIONI 2026

Premessa e quadro normativo

La misura “Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026” è uno strumento promosso da Regione Lombardia per sostenere l’apertura di nuove attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità nei piccoli comuni lombardi e nelle frazioni dei comuni della regione. L’intervento nasce con una finalità chiaramente territoriale e socio-economica: contrastare la desertificazione commerciale, presidiare i territori a minore densità di servizi essenziali e favorire la permanenza della popolazione residente, soprattutto nelle aree più fragili o meno servite. Il decreto di approvazione è il Decreto n. 18791 del 18 dicembre 2025, emanato in attuazione della D.G.R. n. XII/5433 del 1° dicembre 2025.

Sotto il profilo normativo, il bando richiama in primo luogo la L.R. 19 febbraio 2014, n. 11, “Impresa Lombardia: per la libertà d’impresa, il lavoro e la competitività”, che costituisce il quadro regionale di riferimento per le misure di incentivazione alle attività economiche. Viene inoltre richiamata la L.R. 2 febbraio 2010, n. 6, “Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere”, con particolare riferimento all’art. 136, che prevede interventi di sostegno alla permanenza e allo sviluppo delle attività commerciali anche mediante contributi a fondo perduto. Nel decreto compare anche il riferimento alla L.R. 5 maggio 2004, n. 11, relativa alle misure di sostegno ai piccoli comuni lombardi, nonché al Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile della XII Legislatura, che include tra gli obiettivi strategici il sostegno alle imprese del commercio e all’avvio di impresa.

Dal punto di vista della disciplina sugli aiuti di Stato, la misura opera in regime de minimis, nel rispetto del Regolamento (UE) n. 2831/2023 della Commissione del 13 dicembre 2023, con richiamo espresso agli articoli in materia di campo di applicazione, definizione di impresa unica, massimali, cumulo e monitoraggio. Il decreto specifica altresì il raccordo con il D.M. 31 maggio 2017, n. 115 relativo al Registro Nazionale Aiuti, che deve essere utilizzato in fase di concessione per la verifica dei massimali disponibili.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria complessiva della misura è pari a euro 2.948.682,38, a valere sul capitolo 14.01.203.017096 del bilancio regionale 2026. Il bando precisa che Regione Lombardia si riserva la facoltà di integrare tale stanziamento con successiva deliberazione, qualora si rendano disponibili ulteriori risorse. È inoltre prevista una logica di gestione a sportello con possibilità di accogliere domande in overbooking fino al 20% della dotazione, domande che potranno essere finanziate solo in presenza di nuove risorse o di economie/rinunce.

Sotto il profilo operativo, la presenza dell’overbooking è un elemento rilevante, perché consente alla misura di assorbire un numero di richieste superiore alla disponibilità immediata, ma nello stesso tempo rende necessario chiarire ai clienti che il mero invio della domanda oltre il plafond ordinario non comporta automaticamente l’accesso all’istruttoria o al contributo. Il bando precisa infatti che l’avvenuta protocollazione di una domanda trasmessa oltre la dotazione ordinaria non costituisce titolo sufficiente al finanziamento, se non in caso di successiva disponibilità di risorse.

Soggetti beneficiari

I beneficiari sono le imprese che, a partire dal 1° giugno 2025, abbiano aperto una nuova impresa con sede legale e operativa oppure una nuova unità locale operativa, purché esercitino un’attività prevalente di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità. L’attività deve essere localizzata in un piccolo comune lombardo oppure in una frazione di un comune lombardo e deve insistere in un territorio che, da almeno sei mesi, risulti privo di attività aventi uno dei codici ATECO ammissibili indicati dal bando. Le imprese devono risultare iscritte e attive nel Registro delle imprese.

I codici ATECO ammissibili sono quelli riferibili al commercio al dettaglio alimentare in sede fissa, tra cui il commercio non specializzato con prevalenza di prodotti alimentari, il commercio di frutta e verdura, carne e prodotti a base di carne, pesce, pane, pasticceria, latte e prodotti lattiero-caseari e altri prodotti alimentari. Il bando riporta analiticamente l’elenco dei codici ammissibili, che costituisce uno degli elementi centrali dell’ammissibilità soggettiva e oggettiva della domanda.

Ulteriore requisito essenziale è l’allegazione alla domanda di una attestazione del Comune territorialmente competente, dalla quale risultino due elementi: in primo luogo, l’assenza, da almeno sei mesi antecedenti la data di apertura, di altra attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità sul territorio interessato o nella frazione oggetto della richiesta; in secondo luogo, la rispondenza dell’iniziativa ai bisogni della popolazione residente, adeguatamente motivata. Questo profilo rende il bando particolarmente selettivo, poiché il possesso di un ATECO coerente non è di per sé sufficiente: è necessaria una certificazione comunale che attesti il bisogno effettivo del servizio.

I beneficiari devono inoltre mantenere, dalla data di presentazione della domanda fino all’erogazione del contributo, una serie di requisiti ulteriori: assenza di cause ostative antimafia ai sensi dell’art. 67 del D.lgs. 159/2011; assenza di cause di esclusione dall’esercizio dell’attività commerciale ai sensi dell’art. 71 del D.lgs. 59/2010; regolarità contributiva ai fini del DURC, ove applicabile; regolarità rispetto agli obblighi in materia di copertura assicurativa per rischi catastrofali, nel rispetto dell’art. 1, comma 101, della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 e del D.L. 31 marzo 2025, n. 39. Sono inoltre escluse le nuove imprese che detengono apparecchi per il gioco d’azzardo lecito e quelle che abbiano già beneficiato del contributo a fondo perduto sugli sportelli 2025 e 2026 della misura “Nuova Impresa”.

Il bando prevede poi limitazioni molto precise per evitare duplicazioni o artificiose moltiplicazioni delle domande. Per ciascun codice ATECO ammissibile può essere finanziata una sola domanda per ciascun piccolo comune o frazione. Ogni impresa può presentare una sola richiesta di contributo, salvo rinuncia formale o non ammissione di una domanda precedente. Inoltre, in presenza di rapporti di controllo o collegamento, partecipazioni rilevanti, medesimi amministratori o soci, sarà ammessa soltanto la prima domanda presentata in ordine cronologico.

Finalità del bando

La finalità del bando è sostenere l’apertura di nuovi esercizi commerciali di prossimità nel settore alimentare e dei generi di prima necessità, in aree del territorio lombardo che risultano carenti o prive di tali servizi. La logica dell’intervento non è genericamente orientata all’autoimprenditorialità, bensì alla ricostituzione o al rafforzamento di un presidio commerciale essenziale in contesti territoriali fragili, con l’obiettivo di evitare lo spopolamento e l’abbandono dei residenti. La scheda informativa allegata al bando richiama espressamente questo obiettivo, evidenziando il collegamento fra la presenza di negozi di vicinato e la tenuta sociale dei piccoli comuni o delle frazioni.

Dal punto di vista sostanziale, il bando non incentiva qualunque nuova apertura commerciale, ma solo quella che risponde a un fabbisogno locale verificato dal Comune e che riguarda beni essenziali. Questo elemento distingue la misura da bandi più generalisti per startup o nuove imprese e la rende particolarmente interessante per iniziative imprenditoriali radicate nei territori, con funzione non solo economica ma anche di servizio alla comunità.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili sono esclusivamente quelle sostenute per l’avvio della nuova attività d’impresa o della nuova unità locale nel periodo compreso tra il 1° giugno 2025 e il 31 dicembre 2026. Il bando distingue tra spese in conto capitale e spese di parte corrente, prevedendo espressamente che queste ultime non possano superare il 20% del costo totale del progetto. È ammessa anche la presentazione di domande composte esclusivamente da spese in conto capitale.

Tra le spese in conto capitale rientrano l’acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature e arredi nuovi, comprese le spese di montaggio, trasporto, manodopera e realizzazione di strutture strettamente collegate. Sono poi ammissibili, con importanti precisazioni, le spese di ristrutturazione e alcuni interventi sui locali, come piastrellature, tinteggiature, realizzazione di pareti, impianti di sicurezza, serramenti, vetrine, porte blindate, sanitari, tende da sole e porte interne, ma solo se l’immobile è di proprietà di un ente pubblico o del beneficiario stesso. Questa limitazione è rilevante e incide direttamente sulla pianificazione degli investimenti in locali condotti in locazione. Sono altresì ammissibili l’acquisto di software gestionale, applicazioni aziendali, licenze d’uso, servizi cloud e SaaS, brevetti e licenze di proprietà intellettuale, entro il limite del 60% della spesa totale di progetto, nonché l’acquisto di hardware nuovo, con esclusione di smartphone e cellulari, e i costi per la registrazione e lo sviluppo di marchi e brevetti e per le certificazioni di qualità.

Tra le spese di parte corrente sono ammissibili gli onorari notarili e i costi di costituzione d’impresa, al netto di tasse, imposte, diritti e bolli; gli onorari per prestazioni e consulenze relative all’avvio d’impresa negli ambiti marketing e comunicazione, logistica, produzione, personale, organizzazione, sistemi informativi, gestione d’impresa, contrattualistica, contabilità e fiscalità; le consulenze specialistiche per marchi, brevetti e certificazioni; i canoni di locazione della sede operativa; lo sviluppo di un piano di comunicazione comprensivo, ad esempio, di logo, sito internet, dominio e piano di lancio; gli strumenti di comunicazione e promozione, quali messaggi pubblicitari, cartellonistica, social network, banner, Google Ads e materiali promozionali. A tali voci si aggiungono le spese generali riconosciute in maniera forfettaria nella misura del 7% dei costi ammissibili da a) a k), mediante opzioni semplificate di costo ai sensi dell’art. 54, lettera a), del Regolamento (UE) n. 2021/1060.

Il bando contiene una disciplina molto puntuale anche sul piano documentale e finanziario. Tutte le spese devono essere sostenute e pagate dal beneficiario entro la data di presentazione della rendicontazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. Le spese devono essere comprovate da fatture integralmente pagate e da documentazione bancaria o postale idonea a dimostrare il pagamento effettuato esclusivamente dal soggetto beneficiario tramite conto corrente aziendale, salvo l’eccezione delle spese notarili, per le quali è ammesso il pagamento da parte del socio. Le singole fatture devono avere importo minimo di 150 euro oltre IVA. Il bene deve essere interamente rendicontato, interamente pagato e consegnato presso la sede oggetto dell’investimento.

Sono espressamente escluse le spese in autofatturazione, i lavori in economia, le spese sostenute per meri adeguamenti obbligatori di legge, le spese non ad uso esclusivo dell’attività d’impresa, i beni usati, i pagamenti in contanti o non tracciabili, gli autoveicoli e i veicoli in generale, le minuterie, le merci o i beni destinati a noleggio o rivendita, nonché l’acquisizione di beni e servizi da soggetti in rapporto di controllo o collegamento con l’impresa richiedente, da amministratori o soci dell’impresa o da loro prossimi congiunti, o ancora da società con compagini sociali intrecciate con il beneficiario.

Tipologia e intensità dell’agevolazione

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto concesso in regime de minimis. Il contributo è formalmente imputato alle spese in conto capitale e, per espressa previsione del bando, non può mai essere superiore all’importo di tali spese, anche quando nel progetto siano presenti spese correnti. Le spese di parte corrente, pur essendo ammissibili entro il limite del 20%, non possono quindi alterare la natura dell’aiuto né dilatare oltre misura la quota agevolabile.

L’intensità è fissata fino all’80% delle spese ritenute ammissibili, ma l’importo massimo varia a seconda della situazione del territorio in cui si localizza la nuova attività. Se il comune o la frazione è totalmente sprovvisto di attività di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità riconducibili ai codici ATECO ammissibili, il contributo può arrivare fino a 40.000 euro. Se invece nel territorio sono già presenti attività con codici ATECO ammissibili diversi da quello oggetto della domanda, il contributo massimo si riduce a 20.000 euro. In entrambi i casi resta ferma l’intensità dell’80% sulle spese ammissibili.

Il bando prevede inoltre la possibilità di cumulo con altre agevolazioni e con misure generali, purché sia rispettata la disciplina dei relativi regimi di aiuto e purché la somma delle agevolazioni non superi il 100% del valore dell’investimento. In caso di superamento del plafond de minimis, il contributo potrà essere concesso solo nei limiti della quota residua disponibile risultante dal Registro Nazionale Aiuti.

Importi finanziabili

L’investimento minimo richiesto è pari a 3.000 euro di spese ammissibili. Il bando chiarisce che tale soglia minima rappresenta un requisito sostanziale la cui mancanza comporta decadenza. Non è invece previsto un tetto massimo di investimento complessivo: il limite riguarda non il costo del progetto in sé, ma l’importo del contributo concedibile, che resta ancorato a 20.000 o 40.000 euro a seconda del contesto territoriale. Questa impostazione rende la misura particolarmente flessibile per progetti di dimensione anche superiore, fermo restando che l’aiuto pubblico coprirà solo una parte dell’investimento e comunque entro i limiti massimi stabiliti.

Modalità di presentazione della domanda

Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma “Bandi e Servizi” di Regione Lombardia. L’accesso avviene mediante SPIDCNS con PIN oppure CIE. Dopo l’accesso, il richiedente deve completare la profilazione, caricando le informazioni anagrafiche del soggetto giuridico, il documento di identità del legale rappresentante e l’atto costitutivo riportante le cariche associative. 

La domanda deve contenere almeno i seguenti allegati: la domanda di partecipazione generata dal sistema e firmata elettronicamente; il budget di progetto compilato direttamente a sistema; l’attestazione rilasciata dal Comune territorialmente competente; la descrizione sintetica degli interventi, redatta secondo il fac-simile dell’Allegato A; la dichiarazione de minimis secondo il fac-simile dell’Allegato B. Il legale rappresentante, oppure altro soggetto munito di potere di firma risultante dal Registro delle imprese, deve inoltre rilasciare dichiarazione ai sensi del D.P.R. 445/2000 attestante il possesso dei requisiti di ammissibilità.

La domanda è validamente trasmessa soltanto con l’invio al protocollo tramite l’apposito pulsante della piattaforma. A conclusione della procedura il sistema rilascia automaticamente numero e data di protocollo, che costituiscono il riferimento essenziale sia per l’ordine cronologico sia per l’intero iter successivo. La domanda deve inoltre essere perfezionata con il pagamento dell’imposta di bollo di 16 euro tramite sistema pagoPA. La sottoscrizione deve avvenire con firma digitale, firma elettronica qualificata o firma elettronica avanzata, secondo quanto previsto dal regolamento eIDAS e dalla normativa tecnica richiamata nel bando.

Tempistiche

La finestra di presentazione delle domande si apre il 28 gennaio 2026 alle ore 10:00 e si chiude il 12 novembre 2026 alle ore 16:00, salvo chiusura anticipata per esaurimento della dotazione maggiorata del 20% in overbooking. Le spese devono essere sostenute dal 1° giugno 2025 e comunque, secondo la scheda informativa, dalla data di attribuzione della partita IVA ed entro il 31 dicembre 2026; il testo del bando, per le spese ammissibili, individua come orizzonte temporale generale il periodo dal 1° giugno 2025 al 31 dicembre 2026. I progetti devono essere realizzati e rendicontati entro il 31 dicembre 2026. Il procedimento di ammissibilità deve concludersi entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, fatti salvi i casi di sospensione dei termini. La liquidazione dell’agevolazione interviene entro 90 giorni dalla presentazione della rendicontazione, una volta conclusa la verifica documentale.

Procedura di valutazione

La procedura è a sportello, con assegnazione del contributo secondo l’ordine cronologico di invio telematico e fino a esaurimento delle risorse disponibili. Tuttavia non si tratta di un meccanismo meramente automatico, poiché l’iter istruttorio comprende due fasi: una verifica di ammissibilità formale e una valutazione tecnica. Nella fase formale vengono verificati il rispetto dei termini e delle modalità di presentazione, la completezza e regolarità della documentazione, nonché la sussistenza dei requisiti soggettivi previsti dal bando.

Le domande formalmente ammissibili accedono alla valutazione tecnica, che si basa su tre criteri: coerenza con le finalità della misura, con un punteggio da 0 a 40; qualità progettuale, con un punteggio da 0 a 30; altri servizi offerti alla comunità locale, anch’esso con un punteggio da 0 a 30. Il punteggio massimo è quindi di 100 punti e la soglia minima di accesso al contributo è fissata in 40 punti. Solo le imprese che superano questa soglia e possiedono i requisiti di ammissibilità possono essere ammesse al contributo, sempre secondo l’ordine cronologico di presentazione.

L’esito dell’istruttoria è comunicato via PEC. Per i progetti ammessi e finanziati viene inoltre comunicato il CUP, che dovrà essere riportato sui giustificativi di spesa in fase di rendicontazione. Il bando prevede la possibilità per l’amministrazione di richiedere integrazioni documentali, da produrre entro 10 giorni di calendario dalla ricezione della richiesta; il mancato riscontro entro tale termine comporta la decadenza della domanda. Sono previsti controlli a campione, in misura almeno pari al 5% delle domande presentate e istruite con riguardo alle autocertificazioni, nonché verifiche in fase di concessione sugli adempimenti relativi alla copertura dei rischi catastrofali.

Modalità di erogazione

L’agevolazione viene erogata da Unioncamere Lombardia in un’unica soluzione a saldo, previa presentazione e validazione della rendicontazione finale. L’erogazione avviene entro 90 giorni dalla presentazione della rendicontazione, al netto della ritenuta d’acconto del 4% prevista dall’art. 28 del D.P.R. 600/1973. La domanda di erogazione deve essere trasmessa tramite la medesima piattaforma “Bandi e Servizi”.

La rendicontazione deve includere la domanda di erogazione generata automaticamente dal sistema; la relazione tecnica descrittiva sulla realizzazione del progetto; le fatture e i giustificativi di spesa; i relativi giustificativi di pagamento; la dichiarazione relativa alla ritenuta del 4% e alla detraibilità IVA; la certificazione IBAN rilasciata dall’istituto di credito. Le fatture devono riportare il CUP e la dicitura del bando. Se la fattura è stata emessa prima della concessione e il CUP non poteva essere indicato, il bando disciplina le alternative possibili: inserimento del CUP nella causale del pagamento se la fattura non è ancora stata saldata, oppure dichiarazione sostitutiva del beneficiario qualora fattura e pagamento siano antecedenti alla comunicazione di concessione.

Ai fini della liquidazione, il beneficiario deve rendicontare spese ammissibili pari almeno al 70% delle spese inizialmente ammesse. Se la spesa ammessa a consuntivo è inferiore a tale soglia, scatta la decadenza totaledell’agevolazione. Se invece la soglia del 70% è rispettata, il contributo viene rideterminato in funzione delle spese effettivamente riconosciute, fermo restando il limite massimo già concesso. È quindi possibile presentare spese superiori a quelle inizialmente previste, ma tale incremento non determina mai un aumento del contributo.