INFORMATIVA TECNICA
REGIONE PIEMONTE
CSR 2023-2027 – Intervento SRG03
Sostegno alla partecipazione delle imprese agricole a regimi di qualità – Annualità 2026
Premessa e inquadramento generale
La Regione Piemonte ha attivato, nell’ambito del CSR 2023-2027, l’intervento SRG03 – Partecipazione a regimi di qualità, finalizzato a sostenere le aziende agricole e le forme associative di agricoltori che aderiscono a regimi di qualità riconosciuti dall’Unione Europea, dallo Stato membro o dalla Regione.
L’intervento si configura come una misura di sostegno alla qualità delle produzioni agricole e agroalimentari, con particolare riferimento ai sistemi di certificazione, ai regimi riconosciuti, alle indicazioni geografiche, alla produzione biologica, ai sistemi nazionali di qualità e ai regimi volontari di natura etica e sociale.
La finalità della misura non è quella di finanziare investimenti materiali, acquisti di macchinari o interventi produttivi, ma di sostenere i costi che le imprese agricole devono sostenere per partecipare ai regimi di qualità e per mantenere il relativo sistema di controllo e certificazione. La pagina ufficiale della Regione Piemonte precisa che il sostegno è concesso sotto forma di sovvenzione a fondo perduto e come pagamento annuale dei costi riferiti all’anno solare per la partecipazione ai regimi di qualità.
La misura ha quindi una funzione sia economica sia strategica. Da un lato, riduce il costo di accesso e mantenimento dei sistemi certificati; dall’altro, rafforza la qualificazione delle produzioni piemontesi, la tracciabilità, la sicurezza alimentare, la trasparenza verso il consumatore e la capacità delle imprese agricole di posizionarsi su mercati più sensibili alla qualità, all’origine, alla sostenibilità e alla certificazione.
Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria prevista per l’annualità 2026 è pari a 731.686,42 euro. Tale importo è confermato sia dall’allegato caricato sia dalla pagina ufficiale del bando della Regione Piemonte.
Le risorse sono destinate a sostenere le imprese agricole e le relative forme associative che partecipano ai regimi di qualità ammissibili, nei limiti e alle condizioni previste dall’intervento SRG03.
Il sostegno viene concesso nei limiti della dotazione disponibile e nel rispetto delle regole previste dal bando, con particolare attenzione al divieto di doppio finanziamento rispetto ad altre forme di sostegno europeo eventualmente già riconosciute per le medesime spese.
Finalità della misura
La misura contribuisce a favorire il sistema produttivo e l’economia del territorio, sostenendo le produzioni agricole e agroalimentari che si collocano all’interno di regimi di qualità riconosciuti. L’intervento intende rafforzare la competitività delle imprese agricole piemontesi, sostenendo la partecipazione a sistemi certificati che attestano caratteristiche qualitative, territoriali, ambientali, etiche, sociali o produttive.
L’allegato caricato evidenzia che la misura contribuisce anche alla tutela dell’ambiente, poiché il legame con il territorio di origine comporta la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, nonché al rafforzamento della coesione sociale dell’intera comunità.
Un ulteriore obiettivo è dare maggiori garanzie ai consumatori, assicurando un livello più elevato di tracciabilità e sicurezza alimentare. La certificazione di qualità consente infatti di rendere più riconoscibile l’origine del prodotto, il metodo di produzione, il rispetto dei disciplinari e l’adesione a sistemi produttivi controllati.
La misura intende inoltre promuovere l’aggregazione delle imprese, favorire la concentrazione dell’offerta e rafforzare il ruolo delle organizzazioni di produttori, dei consorzi di tutela, delle cooperative, delle associazioni e degli altri organismi collettivi coinvolti nei sistemi di qualità.
Soggetti beneficiari
Il bando è rivolto alle aziende agricole singole e alle forme associative degli agricoltori, di nuova costituzione o già esistenti, di qualsiasi natura giuridica, che aderiscono a regimi di qualità istituiti dall’Unione Europea, dallo Stato membro o dalle Regioni.
Sono ammissibili al sostegno le imprese agricole ubicate e operanti sul territorio della Regione Piemonte.
L’imprenditore agricolo e gli agricoltori che fanno parte delle forme associative, per poter essere destinatari finali dell’intervento, devono partecipare per la prima volta ai regimi di qualità ammissibili oppure devono aver partecipato ai medesimi regimi per la prima volta nei cinque anni precedenti alla presentazione della domanda di sostegno.
Questo requisito è essenziale: la misura non finanzia indistintamente tutte le imprese già certificate da lungo tempo, ma sostiene l’ingresso o la fase iniziale di partecipazione ai regimi di qualità, entro il limite massimo dei primi cinque anni consecutivi di partecipazione al regime.
Beneficiari in approccio collettivo
Il bando ammette anche la presentazione della domanda in approccio collettivo, attraverso forme associative che raggruppano, anche in forma non esclusiva, agricoltori che partecipano per la prima volta ai regimi di qualità o che vi hanno partecipato per la prima volta nei cinque anni precedenti.
Tra i soggetti collettivi ammissibili rientrano:
le organizzazioni di produttori e le loro associazioni riconosciute;
le organizzazioni interprofessionali riconosciute;
i gruppi definiti dalla normativa europea, compresi i consorzi di tutela delle DOP, IGP e STG;
le associazioni di qualsiasi natura giuridica, compresi i consorzi di tutela vitivinicoli;
le associazioni di produttori biologici e i loro raggruppamenti;
le associazioni di produttori agricoli costituite ai sensi della normativa nazionale;
le cooperative agricole e i loro consorzi;
i gruppi o associazioni di produttori, anche in forma temporanea, come ATI e ATS, e altre forme associative costituite con atto pubblico notarile o scrittura privata autenticata.
Per OP, AOP e Consorzi di tutela, la pagina ufficiale specifica che tali soggetti devono essere riconosciuti ai sensi della pertinente normativa nazionale e regionale.
L’approccio collettivo è particolarmente rilevante perché consente a più imprese agricole di accedere alla misura attraverso un soggetto aggregatore, semplificando la gestione istruttoria e rafforzando la dimensione organizzata delle filiere certificate.
Regimi di qualità ammissibili
I soggetti richiedenti devono partecipare a uno dei regimi di qualità previsti dal bando.
Sono ammissibili, in particolare:
DOP, IGP e STG, comprese le indicazioni geografiche e le specialità tradizionali garantite;
DOC e DOCG e, più in generale, denominazioni di origine, indicazioni geografiche e menzioni tradizionali nel settore vitivinicolo;
indicazioni geografiche delle bevande spiritose;
indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati;
produzione biologica;
Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata – SQNPI;
Sistema Qualità Nazionale Zootecnia – SQNZ;
Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale – SQNBA;
regimi di qualità di natura etica e sociale elencati dal bando.
L’allegato caricato indica, tra i regimi etici e sociali ammissibili, SA-8000, SMETA, SR-10, UNI/PDR 125, UNI ISO 45001, VIVA, Equalitas e GRASP.
La pagina ufficiale della Regione Piemonte conferma l’ammissibilità dei principali regimi: DOP, IGP, STG, DOC, DOCG, indicazioni geografiche delle bevande spiritose, vini aromatizzati, biologico, SQNZ, SQNPI, SQNBA e regimi facoltativi di certificazione dei prodotti agricoli etico-sociali indicati nel bando.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese relative all’assoggettamento agli specifici piani di controllo sulla filiera, previsti per il conseguimento dei requisiti di conformità e/o certificazione del metodo o del disciplinare di produzione.
Rientrano, in particolare, i costi di certificazione per la prima iscrizione e per il mantenimento nel sistema dei controlli, nonché i costi delle analisi previste dal disciplinare di produzione e dal piano dei controlli dell’organismo di certificazione.
Nel dettaglio, risultano ammissibili:
la spesa per l’iscrizione al sistema di controllo;
la quota annua fissa per l’attività di certificazione;
la quota annua variabile per l’attività di certificazione, calcolata in misura proporzionale al quantitativo di prodotto certificato;
le analisi richieste dal disciplinare di produzione e dal piano dei controlli dell’organismo di controllo;
le verifiche ispettive aggiuntive formalmente richieste dall’organismo di controllo, purché non abbiano carattere sanzionatorio;
le attività del soggetto incaricato di svolgere le verifiche relative al sistema di controllo interno, previste dal disciplinare e dal piano dei controlli, per i sistemi DOP/IGP, SQNPI, SQNZ o eventuali altri regimi approvati;
le analisi in autocontrollo svolte presso laboratori accreditati, quando necessarie per la certificazione e previste dai piani di controllo obbligatori.
Si tratta quindi di spese strettamente connesse alla certificazione e al controllo, non di spese generali aziendali, attività promozionali, investimenti produttivi o consulenze non direttamente riconducibili alla partecipazione al regime di qualità.
Spese non ammissibili e limiti
Non sono ammissibili spese non riconducibili alla partecipazione al regime di qualità, né costi non previsti dai piani di controllo, dai disciplinari o dagli organismi di certificazione.
Non risultano coerenti con la misura, ad esempio, investimenti in macchinari, attrezzature produttive, interventi edilizi, campagne promozionali, spese commerciali, consulenze generiche, costi di gestione ordinaria dell’azienda agricola o spese relative a certificazioni non comprese tra i regimi ammessi.
Il bando evidenzia inoltre che le spese finanziate a titolo FEASR non possono beneficiare di alcun altro finanziamento dal bilancio dell’Unione Europea. Di conseguenza, le aziende che percepiscono pagamenti per l’adesione ai regimi di qualità nell’ambito dell’OCM oppure partecipano a interventi agroambientali che riconoscono i costi per l’adesione al regime di qualità non possono beneficiare del presente intervento per le medesime spese.
Questo punto è particolarmente importante in fase istruttoria, perché il rischio principale non è tanto l’ammissibilità tecnica della certificazione, quanto la possibile sovrapposizione con altri strumenti europei che già coprano il medesimo costo.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto.
Il sostegno è pari al 100% dei costi sostenuti per la partecipazione al regime o ai regimi di qualità ammessi. L’importo concedibile è compreso tra un minimo di 40 euro e un massimo di 3.000 euro per azienda, indipendentemente dal numero di regimi di qualità ai quali l’azienda partecipa e dall’entità complessiva della spesa dichiarata.
Il sostegno per la partecipazione a un regime di qualità può essere riconosciuto entro il limite massimo dei primi cinque anni consecutivi di inizio partecipazione al regime stesso.
Questo significa che, anche se l’azienda sostiene costi superiori a 3.000 euro per certificazioni, analisi e controlli, il contributo massimo ottenibile nell’ambito del bando resta comunque pari a 3.000 euro per azienda. Allo stesso modo, se la spesa ammissibile è inferiore a 40 euro, non si raggiunge la soglia minima di contributo concedibile.
Scadenza e termini di presentazione
La pagina ufficiale della Regione Piemonte indica che le domande possono essere presentate dal 20 aprile 2026 alle ore 17:00 e che la scadenza è fissata al 31 luglio 2026 alle ore 23:59.
L’allegato caricato indica la scadenza al 31/07/2026.
Ai fini operativi, è opportuno considerare la scadenza ufficiale completa indicata dalla Regione Piemonte, ossia 31 luglio 2026, ore 23:59, salvo eventuali modifiche, proroghe o chiusure anticipate pubblicate successivamente sul portale regionale.
Modalità di presentazione della domanda
La Regione Piemonte precisa che le domande di pre-adesione costituiscono condizione necessaria per la successiva presentazione della domanda di sostegno. Entrambe devono essere trasmesse esclusivamente attraverso il servizio online del sistema informativo agricolo piemontese SIAP, denominato “PSR 2014-2020 – Procedimenti”, disponibile sul portale Sistema Piemonte, nella sezione “Agricoltura – Finanziamenti, contributi e certificazioni”.
La procedura richiede quindi una gestione telematica completa, con attenzione alla corretta sequenza procedurale: prima la pre-adesione, poi la domanda di sostegno. La mancata presentazione della pre-adesione, ove richiesta quale condizione necessaria, può impedire la corretta trasmissione della domanda di sostegno.
La struttura regionale di riferimento è la Direzione Agricoltura e Cibo – Settore A1717A Politiche del cibo, valorizzazione e promozione del sistema agroalimentare. La pagina ufficiale indica come contatto la referente Stefania Convertini.
Documentazione allegata e fonti operative
La pagina ufficiale del bando mette a disposizione diversi documenti operativi, tra cui la determinazione di approvazione del bando, il bando 2026 dell’intervento SRG03, l’allegato sulle modalità e documentazione di pagamento, l’allegato sul trattamento dei dati personali, le tabelle dei costi standard per biologico e produzione integrata e la determinazione su riduzioni ed esclusioni SRG03.
Questi allegati sono importanti perché disciplinano, in concreto, le modalità di compilazione, presentazione, pagamento, controllo, riduzione ed eventuale esclusione del contributo. In fase di predisposizione della domanda, è quindi necessario verificare non solo i requisiti generali, ma anche le regole di pagamento e la documentazione probatoria richiesta per ciascuna tipologia di costo.