INFORMATIVA TECNICA
REGIONE PIEMONTE – L.R. 34/2004 – Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027
Interventi integrati per l’acquisizione di aziende in crisi, impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura
Contributo a fondo perduto per investimenti iniziali e incentivi occupazionali finalizzati al recupero produttivo di aziende, rami d’azienda, stabilimenti, impianti produttivi e centri di ricerca localizzati in Piemonte
Premessa e inquadramento generale
La Regione Piemonte ha attivato la misura “Interventi integrati per l’acquisizione di aziende in crisi, di impianti produttivi chiusi o a rischio di chiusura”, finanziata nell’ambito della L.R. 34/2004 e del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, con l’obiettivo di contrastare i processi di deindustrializzazione, recuperare a fini produttivi siti industriali dismessi o a rischio di dismissione, salvaguardare competenze professionali e favorire il mantenimento, il miglioramento o il recupero dei livelli occupazionali.
La misura agevola l’acquisizione di aziende in crisi, rami d’azienda, impianti, stabilimenti produttivi o centri di ricerca localizzati in Piemonte, già chiusi o che rischiano la chiusura in assenza dell’operazione di acquisizione. La Regione Piemonte conferma che il bando è rivolto a imprese e liberi professionisti e ha ad oggetto l’acquisizione di aziende in crisi, impianti produttivi chiusi o a rischio chiusura.
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto e si articola in due possibili componenti: contributo sugli investimenti e contributo sugli incentivi all’occupazione. La dotazione complessiva è pari a 4.144.424,79 euro, l’investimento minimo ammissibile è pari a 1,5 milioni di euro, il contributo massimo per investimenti pari a 2.000.000 euro per singolo beneficiario e un contributo massimo per incentivi all’occupazione pari a 400.000 euro per singolo beneficiario.
Lo sportello, inizialmente attivo dal 26 febbraio 2024, è stato prorogato. La Regione Piemonte e Finpiemonte confermano che, con Determinazione Dirigenziale n. 16 del 20 gennaio 2026, il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato fino alle ore 12:00 del 10 febbraio 2027.
Dal punto di vista consulenziale, la misura è ad alta complessità e non si configura come un bando ordinario per investimenti produttivi. Il suo presupposto è l’esistenza di un’operazione di acquisizione o affitto finalizzato alla successiva acquisizione di un’azienda, ramo d’azienda, impianto, stabilimento o centro di ricerca in crisi, chiuso o a rischio chiusura, con obbligo di recupero produttivo e mantenimento di una soglia minima occupazionale.
Finalità della misura
La finalità principale del bando è contrastare i processi di deindustrializzazione e sostenere il recupero produttivo di siti, aziende e strutture industriali localizzate in Piemonte che versano in situazione di crisi, risultano già chiuse o rischiano la chiusura definitiva.
La misura interviene su un ambito particolarmente delicato, quello delle crisi aziendali e industriali, con l’obiettivo di evitare la dispersione di patrimonio produttivo, competenze tecniche, know-how aziendale, impianti, stabilimenti e livelli occupazionali.
La misura non finanzia una semplice espansione aziendale ordinaria. L’intervento deve essere collegato a una operazione di acquisizione di attivi materiali e immateriali direttamente connessi all’attività di un’azienda in crisi, di un ramo d’azienda, di un impianto, di uno stabilimento produttivo o di un centro di ricerca. È altresì ammesso l’affitto, ma esclusivamente se finalizzato alla successiva acquisizione.
Dal punto di vista operativo, il bando consente di sostenere operazioni di rilancio produttivo, reindustrializzazione e salvaguardia occupazionale, con particolare riferimento a situazioni nelle quali l’intervento di un nuovo soggetto imprenditoriale può evitare la perdita definitiva di capacità produttiva e posti di lavoro.
Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria complessiva assegnata al bando è pari a 4.144.424,79 euro.
Le risorse sono destinate alla concessione di contributi a fondo perduto per due tipologie di intervento:
- investimenti, con contributo massimo concedibile pari a 2.000.000 euro per singolo beneficiario;
- incentivi all’occupazione, con contributo massimo pari a 6.300 euro per ogni assunzione o acquisizione di contratto e con ammontare massimo concedibile pari a 400.000 euro per singolo beneficiario.
La dotazione disponibile, se rapportata alla dimensione minima dei progetti, evidenzia la natura selettiva della misura. Considerato che l’investimento minimo per la sola componente investimenti deve essere non inferiore a 1,5 milioni di euro, la misura è destinata a operazioni strutturate e non a interventi di piccola dimensione.
Stato del bando e scadenza
Il bando risulta aperto e gestito con procedura a sportello. La pagina ufficiale di Regione Piemonte indica la misura tra i bandi aperti.
Con Determinazione Dirigenziale n. 16 del 20 gennaio 2026, è stata disposta la proroga dei termini per la presentazione delle domande fino alle ore 12:00 del 10 febbraio 2027. Tale proroga è confermata dalla pagina ufficiale del bando e dalla comunicazione Finpiemonte del 29 gennaio 2026.
La scadenza deve comunque essere letta tenendo conto della natura a sportello della procedura e della disponibilità delle risorse. È quindi opportuno non attendere la scadenza finale, ma procedere tempestivamente qualora sussistano i presupposti per la candidatura.
Soggetti beneficiari
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, quindi sia PMI sia Grandi Imprese.
I beneficiari devono essere iscritti al Registro delle Imprese oppure, nel caso di imprese estere, ad analogo registro del Paese di provenienza. In ogni caso, il beneficiario deve avere l’unità operativa localizzata in Piemonte al momento dell’erogazione del contributo.
Le imprese richiedenti non devono essere considerate imprese in difficoltà. Questo requisito è particolarmente importante, perché il bando è destinato a sostenere l’impresa che acquisisce, non a finanziare direttamente l’impresa in crisi da acquisire.
È inoltre previsto un requisito specifico per accedere alla componente relativa agli incentivi all’occupazione, collegato all’assunzione o acquisizione dei rapporti di lavoro connessi all’operazione di rilancio.
Dal punto di vista consulenziale, il bando può interessare imprese già attive che intendano acquisire attivi produttivi, rami d’azienda o stabilimenti in crisi, ma anche imprese estere o extra-regionali interessate a localizzare una unità operativa in Piemonte attraverso il recupero di un sito o di un’attività produttiva esistente.
Settori ammissibili
I settori ammissibili riguardano: artigianato, commercio, industria, servizi e turismo.
Il perimetro settoriale è quindi ampio, ma la vera condizione qualificante non è il settore in sé, quanto la natura dell’operazione: l’intervento deve riguardare l’acquisizione o l’affitto finalizzato all’acquisizione di aziende, rami d’azienda, impianti, stabilimenti produttivi o centri di ricerca in crisi, chiusi o a rischio chiusura.
Pertanto, anche in presenza di un settore astrattamente ammissibile, occorre verificare che l’operazione rientri nelle fattispecie previste dal bando e che sia effettivamente finalizzata alla continuità o al recupero produttivo.
Operazioni ammissibili
Il bando sostiene progetti di investimento iniziale finalizzati a diverse tipologie di operazioni.
Sono ammissibili interventi diretti a rilevare aziende localizzate in Piemonte in situazione di crisi conclamata, con i relativi impianti, stabilimenti produttivi e attivi materiali e immateriali connessi.
Sono inoltre ammissibili operazioni volte a rilevare impianti, stabilimenti produttivi o centri di ricerca localizzati in Piemonte, a rischio di definitiva chiusura oppure già chiusi per cessazione dell’attività o dell’impresa.
Rientrano anche interventi che prevedano la rilevazione di rami d’azienda aventi le caratteristiche indicate dal bando oppure di singoli lotti funzionali di uno stesso impianto, stabilimento produttivo o centro di ricerca localizzati in Piemonte, anche da parte di diverse realtà imprenditoriali beneficiarie.
Sono infine ammessi interventi che prevedano l’affitto di aziende o rami d’azienda, purché aventi le caratteristiche sopra indicate e purché l’affitto sia finalizzato alla successiva acquisizione.
Questa previsione consente di sostenere operazioni complesse in cui il subentro produttivo può avvenire in modo graduale, ma sempre con una finalità finale di acquisizione degli attivi o dell’azienda.
Nozione di azienda in crisi
Ai fini del bando, sono considerate aziende in crisi le imprese che hanno formalmente avviato una procedura di licenziamento collettivo o di cassa integrazione straordinaria per crisi, oppure una procedura concorsuale, come concordato, liquidazione, fallimento o amministrazione straordinaria.
Questa definizione è centrale, perché consente di distinguere le operazioni realmente riferibili a situazioni di crisi da operazioni ordinarie di acquisizione aziendale.
Dal punto di vista operativo, sarà quindi necessario documentare formalmente lo stato di crisi dell’azienda o del sito oggetto di acquisizione, mediante atti, procedure, comunicazioni, provvedimenti o documentazione ufficiale che dimostri la condizione richiesta dal bando.
Non è sufficiente una generica difficoltà economica o una riduzione del fatturato: occorre rientrare nelle fattispecie formalizzate indicate dalla misura.
Requisito dell’investimento minimo
Per essere ammesso all’agevolazione, l’intervento deve comportare un investimento di importo, riferito alla sola componente Investimenti, non inferiore a 1,5 milioni di euro, calcolato sulle spese ritenute ammissibili al termine dell’istruttoria.
La soglia minima di 1,5 milioni di euro rappresenta un requisito sostanziale. Non basta presentare un programma complessivo che includa incentivi occupazionali o altri costi accessori: la sola parte investimenti deve raggiungere la soglia minima richiesta.
Dal punto di vista consulenziale, prima di avviare la candidatura è necessario verificare con attenzione il piano degli investimenti, distinguendo la quota effettivamente ammissibile ai fini del bando dalle spese non ammissibili o non rilevanti per il raggiungimento della soglia minima.
Requisito occupazionale
Oltre all’investimento minimo, il bando prevede un requisito occupazionale particolarmente rilevante.
L’intervento deve consentire di raggiungere, entro il termine del primo anno solare successivo alla data di conclusione dell’investimento, definito “anno a regime”, e di mantenere per cinque anni dalla data di conclusione dell’investimento, una soglia minima pari ad almeno il 40% del livello occupazionale presente nell’azienda o nella parte di azienda in situazione di crisi conclamata oggetto di acquisizione, oppure almeno il 40% del livello occupazionale presente nell’impianto, stabilimento, centro di ricerca o parte di centro di ricerca chiusi o che stanno per essere chiusi.
Questo requisito è uno degli elementi più importanti della misura. L’obiettivo non è solo il recupero di asset produttivi, ma anche il mantenimento o recupero di una quota significativa di occupazione.
Dal punto di vista operativo, il progetto dovrà contenere una chiara indicazione del livello occupazionale di riferimento, della quota occupazionale che si intende mantenere o recuperare, del cronoprogramma di inserimento del personale e della sostenibilità dei livelli occupazionali per il periodo minimo richiesto.
Il mantenimento della soglia per cinque anni dalla conclusione dell’investimento introduce un vincolo di medio periodo che deve essere valutato attentamente, anche alla luce del piano industriale e della capacità economica del soggetto acquirente.
Tipologie di agevolazione
Il bando prevede due principali tipologie di intervento agevolabile:
- Investimenti;
- Incentivi all’occupazione.
La componente investimenti è finalizzata a sostenere il progetto di recupero produttivo attraverso l’acquisizione e il rilancio degli attivi materiali e immateriali dell’azienda, ramo d’azienda, impianto, stabilimento o centro di ricerca.
La componente incentivi all’occupazione è finalizzata a sostenere l’assunzione o l’acquisizione di rapporti di lavoro collegati all’operazione, contribuendo alla salvaguardia o al recupero dei livelli occupazionali.
Le due componenti devono essere lette in modo integrato. La misura non si limita a finanziare beni o impianti, ma mira a sostenere una operazione industriale complessiva, nella quale l’investimento e l’occupazione sono strettamente collegati.
Spese finanziabili
Le spese finanziabili riguardano opere edili e impianti, servizi, affitto locali e assunzioni/personale.
Tali categorie devono essere lette alla luce della finalità della misura. Le spese devono essere funzionali al recupero produttivo dell’azienda, del ramo d’azienda, dell’impianto, dello stabilimento o del centro di ricerca oggetto dell’operazione.
Possono quindi assumere rilievo investimenti per adeguamento, riattivazione e rilancio di impianti produttivi, opere edili necessarie alla funzionalità del sito, interventi su impianti e stabilimenti, servizi collegati all’operazione e costi riferiti all’occupazione, nei limiti e secondo le condizioni previste dal bando.
L’ammissibilità concreta delle spese dovrà essere verificata sulla documentazione ufficiale e sulla base dell’istruttoria, prestando particolare attenzione alla distinzione tra spese di investimento, spese occupazionali e costi non ammissibili.
Entità del contributo per investimenti
Per la componente Investimenti, il contributo a fondo perduto è calcolato nel limite delle percentuali stabilite dal bando, con un ammontare massimo concedibile per singolo beneficiario pari a 2.000.000 euro.
La misura si configura come aiuto di Stato. La pagina ufficiale del bando precisa che le agevolazioni sono compatibili con il mercato comune in quanto rispettano, tra le altre, le norme del Regolamento UE n. 2023/2831 sugli aiuti de minimis.
Entità del contributo per incentivi all’occupazione
Per la componente Incentivi all’occupazione, il contributo è pari a un massimo di 6.300 euro per ogni assunzione o acquisizione di contratto, con un ammontare massimo concedibile per singolo beneficiario pari a 400.000 euro.
Questa componente è strettamente collegata alla finalità occupazionale del bando. Gli incentivi non devono essere considerati un elemento autonomo, ma una parte del progetto integrato di rilancio dell’attività produttiva.
Dal punto di vista operativo, sarà necessario documentare correttamente le assunzioni, le acquisizioni contrattuali, il mantenimento dei rapporti di lavoro e la coerenza con l’obiettivo occupazionale dichiarato nel progetto.
Forma dell’agevolazione
L’agevolazione è concessa nella forma di contributo a fondo perduto.
La misura è quindi particolarmente interessante rispetto ad altri strumenti di finanza agevolata che prevedono finanziamenti agevolati o strumenti misti, in quanto consente di ottenere una sovvenzione non rimborsabile per sostenere investimenti e occupazione.
Tuttavia, proprio perché il contributo è a fondo perduto ed è collegato a operazioni di crisi aziendale e salvaguardia produttiva, l’istruttoria richiede un progetto solido, documentato e coerente con le finalità del bando.
Modalità di presentazione della domanda
Il bando è a sportello e la presentazione delle domande è consentita fino alle ore 12:00 del 10 febbraio 2027, salvo eventuali ulteriori modifiche o chiusure anticipate connesse alla disponibilità delle risorse.
Considerata la complessità delle operazioni finanziabili, è opportuno che la candidatura sia predisposta solo dopo aver verificato:
- la fattispecie di crisi, chiusura o rischio chiusura;
- la documentazione relativa all’azienda, ramo d’azienda, impianto, stabilimento o centro di ricerca;
- il piano industriale di rilancio;
- il piano degli investimenti;
- il piano occupazionale;
- la sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione;
- la disponibilità dell’unità operativa in Piemonte;
- il rispetto delle condizioni sugli aiuti di Stato.